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Corrado Cagli:personalità eclettica e trasversale capace di affrontare ai più alti livelli espressivi, con originalità e versatilità, tutte le esperienze e gli stili che compongono il panorama artistico del novecento. Un fuoriclasse tanto nelle arti nobili che in quelle applicate: nasce come ceramista e mosaicista, fonda la Scuola Romana dell'informale accanto a Cavalli, Burri e Capogrossi, da cui si distingue, però, per la tecnica pittorica simile all'encausto e per alcune scelte personali singolari quali il muralismo, la grafica, la predilezione per il tema mitologico e per il realismo sociale. Negli anni trenta è uno dei personaggi di spicco della cultura italiana del tempo: si misura con la scenografia, gli arazzi, l'illustrazione, la scultura e con il disegno di costumi per l'opera, il balletto ed il teatro. Trascorso qualche anno in esilio in Francia e negli USA per sfuggire alle leggi razziali, torna in Italia, dove, ispirandosi a Picasso, matura la propria esperienza metafisica e astratta, esprimendo raffinatezza culturale ed immaginazione enciclopedica in declinazioni inedite e suggestive. La mostra, allestita nella splendida cornice della Mole vanvitelliana nel capoluogo dorico e aperta fino al 4 giugno prossimo, espone circa quattrocento opere, ripercorrendo le tappe dell'intera esperienza artistica di Cagli attraverso la fase di ceramista e muralista (quella precedente all'esilio), la fase puramente astratta, recuperando, infine, con superba abilità tecnica ed insaziabile inventiva, l'espressione figurativa.
Per informazioni 0731 213685 www.cagli.net |
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Kolo Moser, a cavallo tra ottocento e novecento, quando ferve ovunque la ricerca di un'arte nuova che interpreti lo spirito moderno e si proietti nel futuro, gioca con il mondo delle forme inventando disegni stupefacenti. Kolo Moser è un eclettico, estroso, ironico precursore del razionalismo, dell'astrazione e del designer moderno. Formalmente è un pittore di paesaggi e ritratti ma la sua passione per qualsiasi tipo d'arte lo porta a cimentarsi con accanimento con l'architettura, la grafica, la moda, i tessuti, i mobili, l'illustrazione dei libri, la decorazione in genere. Cura allestimenti di mostre, disegna manifesti, crea tessuti che vengono realizzati dalla famosa ditta viennese Backhausen & Sohne. Il suo nome non spicca fra i grandi della storia dell'arte ma è il protagonista di spicco dello Jugenstil, l'Art Nouveau austriaca, perchè è tra i primi a progettare un pattern che può riprodursi all'infinito. La sua ricerca parte dalla scoperta dell'essenza di un oggetto ed, una volta individuatane la forma fondamentale, questa viene stilizzata, astratta e reinventata nell'arte. Attraverso il disegno Moser elabora dinamicamente aree, contorni, contrasti ed incastri. E' così che nascono i famosi scambi di forme in positivo ed in negativo, forme identiche che si delimitano e si disegnano a vicenda formando, appunto, un motivo ripetibile all'infinito. Da questo gioco razionale scaturisce un concetto che segnerà profondamente l'arte moderna e contemporanea: l'uguale importanza di soggetto e sfondo, la loro compenetrazione, la sparizione del distinguibile a profitto dell'indistinguibile, delle parti a profitto dell'intero, della raffigurazione oggettiva a profitto della libera esplosione della soggettività.
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A Palazzo Roverella si è appena aperta la mostra Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara. Da Bellini a Dosso, a Tiepolo. da visitare fino al 04 giugno. Centocinquanta opere di artisti ferraresi e veneziani dal quattrocento al settecento - presenti nelle collezioni, nei palazzi e nelle chiese (la Rotonda e la Chiesa di San Francesco) di Rovigo - che rappresentano il mondo della pittura lagunare tutta aria colore, luce e sogno e l'arte dell'officina ferrarese filtrata attraverso la psiche introspettiva. Rovigo è il crocevia di due culture autonome, forti e indipendenti e luogo d'incontro tra l'arte della serenissima repubblica di Venezia e quella del ducato estense di Ferrara, tra i grandi veneziani Tiziano, Palma il Vecchio e Palma il Giovane e i ferraresi Dosso Dossi, Girolamo da Carpi, Bastianino, Ippolito Scarsella. Nei secoli successivi scendono in campo Girolamo Farabosco che dipinge nel siecento come un impressionista, Sebastiano Mazzone quindi i settecenteschi Pittoni, Piazzetta e Tiepolo.
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Aprilia Scarabeo 500 per il 2006 si è rifatto il look. Presentato a novembre all'ultimo salone di Milano, arriva in questi giorni sul mercato e si propone come un 500 cc. che fa di compattezza, scatto ed eleganza le sue armi migliori per conquistare i centauri della penisola. Gli italiani, si sa, sono un popolo di motociclisti forse per l'effetto Valentino Rossi, forse per il traffico melmoso delle città o per il costo della benzina, sta di fatto che il 20% delle famiglie italiane possiede almeno un motorino. Lo Scarabeo 500 è il maxiscooter ideale per districarsi nel traffico cittadino ma anche per affrontare lunghi viaggi in comfort potendo anche contare su considerevoli capacità di carico. L'Aprilia, la casa motociclistica veneta, con lo Scarabeo darà battaglia al Beverly della Piaggio proprio grazie all'accattivante nuovo look, al telaio in lega leggera ed al motore di ultima generazione, un monocilindrico 4 tempi (euro 3) da 39 cavalli a 7.500 giri. Lo Scarabeo vanta un peso di 189 chili senza benzina che permette maneggevolezza e agilità; le ruote alte permettono di ricavare ampio spazio nel sottosella (può contenere casco integrale ed una ventiquattrore) e tra le dotazioni di serie c'è l'antifurto con telecomando. Unico neo il prezzo: parte da 6 mila euro.
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