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Cassero di Montevarchi: un nuovo spazio per la scultura
Un Cassero per la Scultura Cassero di Montevarchi, (Arezzo) dal 16 maggio 2010
Immaginate un castello in pietra grigia, al centro di una grande e scenografica piazza, al limitare della "Mandorla" che rende unico, per originalità di impianto urbanistico, il borgo di Montevarchi nell'aretino, alla porta del Chianti.

A popolare il castello, centinaia di sculture, creature nate tra Ottocento e Novecento, bronzi, legni, gessi, terrecotte, ceramiche, marmi, collocate su mensole rosso mattone su sfondo azzurro, a suggerire scenografie modernissime che si coniugano perfettamente con le pietre delle strutture antiche. Oppure istallate nello statuario al pianoterra, a guardare, ed essere ammirate, di là dalle ampie superfici di vetro che aprono il Cassero verso la grande piazza.

Criteri museografici e museologici all'avanguardia e gusto per la scenografia sono sottesi alla collocazione di questo patrimonio d'arte, facendolo per la prima volta emergere dai depositi, ma soprattutto dalle case-studio appartenute agli artisti. A sovrintendere alla nascita del nuovo Museo-Centro di documentazione è il professor Alfonso Panzetta, che, su mandato del Comune di Montevarchi, lo dirige.

Il tutto è solo la punta di un iceberg.

Il Cassero per la Scultura è infatti non tanto e non solo un nuovo spazio museale che non ha paragoni in Italia, ma un progetto originale, unico nel suo genere. Un luogo per imparare a guardare la scultura e un centro dove scoprire, conoscere, documentare e comunicare la scultura italiana degli ultimi due secoli.

Come finalità primarie il Cassero per la Scultura si pone infatti la ricerca e la documentazione della plastica italiana otto e novecentesca.
E ciò allestendo esposizioni d'ampio respiro, stabilendo rapporti con le Università italiane, oltre che naturalmente, toscane, ponendosi come punto di riferimento per le numerose Gipsoteche e Musei d'Artista presenti nella Regione ed in Italia, e avviando con esse progetti comuni per la divulgazione e la conoscenza di collezioni poco note e visitate. Ma alle finalità primarie, il Cassero affiancherà anche una singolare e innovativa attività didattica destinata ai visitatori più giovani.

Al momento la collezione permanente, interamente restaurata, consta di oltre mezzo migliaio di opere tra bronzi, marmi, gessi, terrecotte e disegni, di artisti toscani e italiani, giunte a Montevarchi grazie a donazioni di privati, e sono queste le opere con cui apre il Cassero per la Scultura.

In sale dedicate, il visitatore potrà così ammirare le creazioni di maggior rilievo di artisti come Michelangelo Monti, Timo Bortolotti, Arturo Stagliano, Alberto Giacomasso, Mentore Maltoni, Valmore Gemignani, Firenze Poggi e Donatella (Dodi) Bortolotti. Oggi tutte patrimonio dell'istituzione aretina. E con esse le sculture dei montevarchini Pietro Guerri, Elio Galassi e Ernesto Galeffi, già di proprietà comunale.

Non mancano i capolavori come L'inizio alla vita e Gioventù di Michelangelo Monti, il primo - eccellente esempio di quella scultura d'impegno sociale - venne esposto alla Quadriennale di Torino del 1902 davanti al notissimo Quarto Stato di Pellizza da Volpedo oggi alla GAM di Milano, il secondo invece, più novecentista, apprezzato da Margherita Sarfatti alla I Biennale romana del 1921. Il Pescatorello e La preda di Timo Bortolotti, rispettivamente esposti il primo alla II Quadriennale romana del 1934 e alla storica Esposizione d'Arte Italiana al Jeu de Paume di Parigi nel 1935, dove ottenne l'apprezzamento di Maillol, e il secondo alla IV Quadriennale romana del 1942. Ma anche lo straordinario ritratto del 1932 di Gastone Brilli Peri, storico antagonista di Nuvolari, con cuffia e occhialoni da pilota, opera matura di Pietro Guerri, e il fascinoso e tremendo Roi René del 1964 di Ernesto Galeffi, unicum assoluto nel panorama della scultura occidentale del secondo Novecento.

Ma il Cassero per la Scultura, oltre che un suggestivo e godibilissimo (oltre che innovativo) scrigno di opere esposte è anche un fondamentale centro di documentazione. In locali accessibili agli esperti accoglie infatti un considerevole numero di documenti originali, fotografie d'epoca e rassegne stampa, cataloghi d'arte. Un cuore archivistico che si sta allargando grazie a continue donazioni e acquisizioni e che già oggi è tra i più importanti del Paese.

Per Informazioni:
Cassero di Montevarchi , via Trieste 1
Ufficio cultura del Comune tel. 055/9108230; 055/9108314
Vernice per la Stampa: sabato 15 maggio 2010.

Apertura al pubblico: da giovedì a domenica con orario 10-13 e 15-18.
Segreteria del Museo: da lunedì a venerdì 9-13; giovedì e venerdì anche 15- 18

Biglietto intero: ? 3,00. Ingresso gratuito per gli over 65 anni. Sotto 18 anni ? 1,00
19 Marzo 2010 alle 14:43:40 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: Cassero di Montevarchi: un nuovo spazio per la scultura

SARA’ LA SCUOLA TAY DU DI PARMA AD APRIRE LA TAPPA CARPIGIANA DI MURSIAPASSPARTÙ
Alle ore 11,00 di sabato 20 marzo il Sindaco di Carpi Enrico Campedelli azionerà il telecomando per l’apertura del truck MursiaPasspartù in Piazzale Re Astolfo.
Il 20 marzo MursiaPasspartù arriva a Carpi, prima tappa in Emilia Romagna del tour culturale che sta attraversando l’Italia da nord a sud. Il Tir che si apre e diventa uno spazio-libreria con migliaia di volumi, postazioni di gioco, computer per scrittura individuale e collettiva sarà posizionato in piazzale Re Astolfo e, per due settimane, con il patrocinio della Città di Carpi, offrirà alla città un fitto calendario di appuntamenti in cui i libri diventano occasione di incontro e di divertimento.
“L’obiettivo di MursiaPasspartù è mettere in movimento le idee e le persone e farli incontrare in uno spazio aperto, non convenzionale. Una proposta che è stata accolta e condivisa dall’amministrazione comunale, dalle scuole e dalle strutture che già operano sul territorio di Carpi per la promozione della lettura. Nell’era dei social network e delle relazioni virtuali noi ci mettiamo in piazza, letteralmente, per costruire una rete di relazioni umane tangibile attorno ai libri”, dice Fiorenza Mursia, presidente dalla casa editrice che per prima ha varato il progetto di cultura itinerante.
Alle ore 11,00 di sabato 20 marzo il Sindaco di Carpi Enrico Campedelli azionerà il telecomando per l’apertura del truck MursiaPasspartù in Piazzale Re Astolfo.Sarà presente all’inaugurazione anche l’Assessore alla Cultura Alberto Bellelli, promotore dell’iniziativa insieme a Mursia. Alle ore 11,30 gli allievi della scuola Tay Du di Parma sotto la guida dello scrittore Umberto Maggesi faranno una spettacolare dimostrazione di Qwan ki do, antica arte marziale sino-vietnamita che fa da filo conduttore a un’appassionante saga di romanzi che ha per protagonista un ragazzo destinato a diventare un grande guerriero.
È il primo degli appuntamenti che vedranno alternarsi nello spazio MursiaPasspartù più di 20 scrittori con argomenti e libri per i gusti dei lettori di ogni tipo e di ogni età.
ARGOMENTI E AUTORI
Nelle due settimane della tappa questi sono i temi e gli incontri che si terranno a bordo di MursiaPasspartù e nei principali luoghi culturali di Carpi.
Storia e attualità. Tra politica e storia il dibattito tra Arrigo Petacco e Claudio Fracassi, rispettivamente autori de Il Regno del Nord (Mondadori) e Il Romanzo dei Mille (Mursia) che discuteranno su problemi, occasioni mancate, miti ed eroi del Risorgimento italiano (sabato 20 marzo ore 21,00 – presso Auditorium Carlo Rustichelli).
Una storia inedita della religiosità medievale è quella che, invece, racconta Paolo Golinelli, uno dei massimi studiosi dell’argomento, nel libro Il Medioevo degli increduli. Miscredenti,beffatori e anticlericali (sabato 20 marzo alle ore 18,00 – Auditorium Biblioteca A. Loria).
Alla macchina della deportazione è dedicato l’incontro di giovedì 25 marzo alle ore 21,00 presso la ex Sinagoga: Brunello Mantelli e Giovanna d’Amico del Dipartimento di storia dell’Università di Torino insieme a Lorenzo Bertucelli, presidente della Fondazione ex Campo Fossoli presentano Il libro dei deportati. Monumentale opera che ricostruisce il fenomeno della deportazione politica in Italia.
Lucio Lami, autore de Le passioni del Dragone sarà martedì 30 marzo alle ore 21,00 all’Auditorium Rustichelli insieme al generale Vincenzo Salvatore Maria Marino per raccontare l’appassionante storia di Federico Caprilli, l’uomo che ha rivoluzionato l’equitazione in Italia e ha segnato lo stile di un’epoca.
Giuseppe Civati, autore di Regione straniera (Melampo), libro denuncia su discriminazioni, abusi e casi di aperta xenofobia. sarà ospite dello spazio gestito da L’indice dei libri del mese, storica rivista di recensioni letterarie (giovedì 1 aprile alle ore 21,00 – Auditorium Biblioteca A. Loria).
Mare. Avventure di mare da leggere e da vivere. Pietro Ballerini Puviani, velista e scrittore presenta il suo nuovo romanzo Il sangue del pirata, avvincente storia d’azione ambientata tra i nuovi predoni degli oceani (sabato 20 marzo alle ore 18,00 - MursiaPasspartù).
I mostri dei mari e le loro leggende sono i protagonisti della conferenza di Giancarlo Costa, studioso di marineria, fotografo e ambientalista (domenica 21 marzo alle ore 18,00 – MursiaPasspartù).
Sabato 27 marzo alle ore 16,00 gli istruttori del Centro Velico Caprera, storica scuola di vela italiana, saranno su MursiaPasspartù per presentare il documentario “Vela allo stato puro” e incontrare allievi e aspiranti allievi. Nello stesso giorno Davide Barilli e Marco Ferrari condurranno i lettori in un avvincente viaggio tra isole e letteratura con i romanzi Le cere di Baracoa e Morire a Clipperton (sabato 27 marzo ore 18,00- MursiaPasspartù).
Cinema e filosofia. Anteprima letteraria cinematografica per Le stelle inquiete di Emanuela Piovano, film liberamente ispirato alla vita della filosofa francesce Simone Weil. Con la regista ci sarà Giuseppe Liotta, docente e critico teatrale (martedì 23 marzo alle ore 18,00 – MursiaPasspartù).
Cucina e letteratura. Nel periodo pasquale non poteva mancare su MursiaPasspartù un appuntamento dedicato al Cioccolato. Organizzato da Il Mondo del Gusto l’incontro Storie di cioccolato con Erica Ferraresi e Mascia Ganzerli, di Mondo del Gusto, Stefano Bugamelli della Compagnia del cioccolato e Gianpietro Piccagliani, della Cioccolateria Dimondi (domenica 28 marzo alle ore 17,00 – MursiaPasspartù).
Amici a quattro zampe. Che cosa sappiamo davvero degli animali? Poco o niente sostiene Luca Goldoni, giornalista e animalista di lungo corso che sarà a Carpi il 27 marzo per presentare Asino che sei? Il suo nuovo libro dove le storie degli umani e degli amici a quattro zampe si mescolano sempre in modo imprevedibile. (sabato 27 marzo alle ore 17,00 – MursiaPasspartù).
Letteratura al femminile. L’editrice Luciana Tufani con Adriana Lorenzi propongono il 31 marzo alle ore 17,00 su MursiaPasspartù un percorso tra le pagine tutto al femminile.
Freebook e Sfida di Cervelli. Viaggiano su MursiaPasspartù tre postazioni di gioco Nintendo per un totale di 12 console dove sarà possibile mettere alla prova la propria elasticità cerebrale con i test di Brain Training e More Brain Training, i misteri del Professor Layton e La Guida in cucina. Viaggia con MursiaPasspartù anche il primo esperimento di freebook®, racconti di grandi scrittori, Kipling, London e Verne, offerti gratuitamente ai lettori da BMW, la casa automobilistica che sostiene così la promozione della lettura.
Il progetto di cultura itinerante è sostenuto anche da Eni.
Radio Bruno seguirà le attività di MursiaPasspartù con collegamenti e interviste agli autori.

LE ATTIVITA’ LETTERARIE
A bordo di MursiaPassartù c’è un computer touch screen a disposizione del pubblico per attività letterarie collettive e individuali come: il micro-racconto. La formula dei racconti brevissimi lanciata dai nuovi social network diventa “on the road”. Sul computer gli aspiranti scrittori potranno lasciare la loro micro storia: argomento in soli 254 caratteri. La Casa editrice farà poi una selezione dei migliori per una antologia collettiva che verrà pubblicata a fine tour; a fine tappa il migliore verrà premiato con un libro in regalo.
il romanzo collettivo. Un editor della Casa editrice lascerà sulla pagina elettronica l’incipit di un romanzo, indicando alcuni personaggi e una situazione iniziale. Tutti gli altri dovranno proseguire basandosi sullo sviluppo della trama delineato da chi li ha preceduti.
le parole perdute. Ci sono migliaia di parole della lingua italiana cadute in disuso. Chi usa più il duplex? E che fine ha fatto la brillantina? O la spiorla. Non solo parole dialettali ma anche vocaboli che fanno riferimento ad attività e stili di vita che non sono più in voga. Le parole perdute potranno essere lasciate nella postazione di scrittura insieme a una breve descrizione del significato; a fine tappa la parola più strana e originale verrà premiata con un libro in regalo.
i ricordi. La lunga tradizione di memorialistica delle collane di storia di Mursia si arricchisce di un nuovo settore: i ricordi degli italiani. Le memorie di famiglia, i diari, storie del passato lontano o recente, scritti direttamente o con l’aiuto degli editor della casa editrice confluiranno nel Grande libro degli Italiani.
le ricette. Nuove o tradizionali, inventate o ereditate dalla mamma, il viaggio nelle città italiane non poteva trascurare la tradizione enogastronomica italiana. Le più originali (e buone) saranno inserite nel Grande libro delle ricette italiane; a fine tappa la ricetta più originale verrà premiata con un libro in regalo.

MursiaPasspartù: 13 tonnellate di cultura e acciaio.

MursiaPassapartù, più di 13 tonnellate di peso, tre metri di larghezza, tre di altezza e nove di lunghezza, quando è chiuso si presenta come un gigantesco scaffale di libri; una volta aperto, grazie a un sofisticato sistema idraulico, sviluppa uno spazio di 240 metri cubi su circa 80 metri quadrati. A movimentarlo sono le motrici di Sogemar, società del gruppo Contship Italia, leader europeo nel settore terminal container portuali.
Il progetto architettonico è degli architetti Valeria Manzini e Yuri Mastromattei dello studio SixPlus Architetti di Milano, la grafica della giapponese Yuko Higashikawa; MursiaPasspartù è stato costruito da Franzisella di Casciago (Va), gli arredi interni sono stati realizzati da Ceresio Arredamenti di Biandronno (Va); allestimenti informatici di Novotek di Cologno Monzese.
18 Marzo 2010 alle 19:51:12 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: SARA’ LA SCUOLA TAY DU DI PARMA AD APRIRE LA TAPPA CARPIGIANA DI MURSIAPASSPARTÙ

A Villa Manin Dino, Mirko e Afro: i Basaldella
I Basaldella Dino, Mirko, Afro Villa Manin, Passariano di Codroipo (Udine) 27 marzo - 29 agosto 2010
Comunicato Stampa


I tre fratelli Basaldella, Dino, Mirko e Afro, proposti tutti insieme in una grande retrospettiva a oltre vent'anni di distanza rispetto a quella che la Galleria d'arte moderna di Udine dedicò loro nell'ormai lontano 1987. Con l'obiettivo di aggiornarla con quanto di nuovo si è scoperto nel frattempo su di loro e anche con la presentazione di alcuni inediti di Afro e di Mirko.
La mostra "I Basaldella. Dino, Mirko, Afro", fortemente voluta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall'Azienda speciale Villa Manin, è curata da Giuseppe Appella, Fabrizio D'Amico, Marco Goldin e organizzata da Linea d'ombra. E' ospitata a Passariano, dal 27 marzo al 29 agosto 2010, negli stessi locali che hanno recentemente presentato le fortunate mostre su Giuseppe Zigaina e "L'età di Courbet e Monet".

In questi ultimi anni mostre, anche importanti, in Italia e nel mondo, dedicate ai tre artisti, figli di Leo Basaldella, pittore decoratore udinese, morto per causa di guerra nel '19, non sono certo mancate. Molte su Afro (1912-1976), meno numerose ma altrettanto importanti su Dino (1909-1977) e su Mirko (1910-1969). La pubblicazione del catalogo generale dell'opera di Afro ha fatto emergere opere prima sconosciute e gli studi hanno offerto motivi di grande interesse, a rendere ancora più affascinante e magmatico il già complesso "mondo dei Basaldella".
La mostra si prefigge di fare sintesi di tre personalità tanto autorevolmente e diversamente complesse, presentandole attraverso circa centosettanta opere, dalle più note a quelle sino ad oggi mai esposte al pubblico e di notevole interesse.

Il percorso espositivo ripercorre l'intera vicenda artistica dei tre fratelli, dagli esordi comuni a Udine nell'ambito della "Scuola friulana d'avanguardia", agli anni spesi a Monza e a Milano, a quelli romani, dove Afro e Mirko si stabiliranno, pur con frequenti, rinnovati e operosi soggiorni nella terra natale; fino, per ciascuno dei tre, agli anni della maturità e a quelli tardi.
L'allestimento delle opere, che segue un criterio cronologico, è teso a evidenziare i rapporti che i tre artisti seguiteranno a stringere, pur nelle emergenti specificità linguistiche.

Le opere provengono da alcune delle maggiori collezioni pubbliche italiane, fra le quali la Galleria Nazionale d'Arte e Moderna e Contemporanea e la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma, il Museo Civico di Pordenone, il Civico Museo Revoltella di Trieste, la GAM di Torino, la Banca d'Italia, la Fondazione Toti Scialoja di Roma, la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, il MUSMA di Matera, la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Di essenziale importanza è inoltre la collaborazione dell'Archivio Afro di Roma e dei numerosi nuclei collezionistici, familiari o storici, dei tre fratelli Basaldella. Dai quali proverranno anche alcuni preziosi inediti di Afro, appartenenti agli anni Trenta e un inedito "Ritratto di Capogrossi" modellato in terracotta da Mirko nel 1939, proprietà della Fondazione Archivio Capogrossi di Roma.

L'Azienda speciale Villa Manin per questa mostra ha commissionato una straordinaria campagna fotografica che, per la prima volta, permette di ammirare riprodotte a colori in catalogo tutte le sculture esposte di Dino e Mirko Basaldella. Molti anche i quadri di Afro che sono stati nuovamente fotografati per assicurare una migliore fedeltà nella riproduzione dei colori.
Il catalogo dell'esposizione, edito da Linea d'ombra Libri, è coordinato da Marco Goldin assieme a Giuseppe Appella e Fabrizio D'Amico, con saggi dei curatori e ampie rivisitazioni bio-bibliografiche a cura di Lara Conte, Bruna Fontana e Gianni Schiavon.

Con questa mostra si conferma l'impegno della Regione a fare della Villa Dogale, attraverso l'Azienda speciale Villa Manin, il punto di riferimento artistico del Friuli Venezia Giulia, aperto alla collaborazione con altri enti artistici del territorio e proiettato verso una dimensione europea.


Servizio prenotazioni e informazioni - Call center tel. 0422.429999, fax 0422.308272. www.lineadombra.it; biglietto@lineadombra.it
18 Marzo 2010 alle 16:19:55 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: A Villa Manin Dino, Mirko e Afro: i Basaldella

Parma città d'arte si presenta al Touring Club di Milano
a presentazione di quattro importanti progetti che la Fondazione Cariparma ha realizzato per valorizzare Parma quale città d'arte
Martedì 23 marzo ore 11.30

Touring Club Italiano, Corso Italia 10 - Milano

Interverranno:

Carlo Gabbi
Presidente Fondazione Cariparma

Don Alfredo Bianchi
Direttore Beni Culturali Ecclesiastici Diocesi di Parma

Roberta Conversi
Responsabile sezione egizia
del Museo Archeologico Nazionale di Parma

Ivo Iori
Preside Facoltà di Architettura
Università degli Studi di Parma

Carlo Mambriani
Docente di Storia dell'Architettura
Università degli Studi di Parma

Marco Berchi
Direttore Qui Touring


A seguire un piacevole aperitivo

Iniziativa in collaborazione con





Parma, città d'arte tra le più belle d'Italia, offre ai suoi cittadini ed ai turisti alcune motivazioni in più per scoprirla o riscoprirla e ciò grazie anche alle scelte progettuali della locale Fondazione Cariparma, che ha scelto di intervenire nel settore culturale con alcuni, precisi interventi che vanno ad incrementare il patrimonio culturale e l'offerta turistica della Città.

Tra questi, l'informatizzazione di un percorso di visita e di approfondimento dei contenuti artistici oltre che architettonici del monumento simbolo di Parma, il medioevale Battistero della Cattedrale, capolavoro dell'Antelami.
Grazie a questo nuovo strumento (che recupera anche un corpus di immagini storiche importantissimo), gli affreschi dell'interno del Battistero possono, oltre che essere ammirati nella loro strepitosa policromia e bellezza, venir meglio compresi nel significato religioso e teologico che sottese alla loro creazione.
Con questo ulteriore investimento, la Fondazione completa il progetto di restauro e valorizzazione del monumento più noto della Città, progetto che trova origine tra il 1986 e il 1992 quando ebbe avvio il restauro integrale dell'edificio.

Un secondo intervento ha consentito di recuperare a Parma quella che è considerata come una delle più ampie collezioni private al mondo di scarabei sigillo dell'antico Egitto. I 429 scarabei della collezione Magnarini, nota a livello internazionale, sono stati acquistati dalla Fondazione e concessi in comodato al Museo Nazionale Archeologico di Parma dove, sempre grazie ad un finanziamento della stessa Fondazione, sono ora esposti al pubblico nella Sala Egizia e possono, anche in questo caso grazie all'informatica, non solo essere ammirati ma anche studiati grazie ad approfondite schede di catalogo.

Ancora una acquisizione, e anche questa volta tendente ad evitare il pericolo di dispersioni, ha riguardato la Biblioteca d'arte di Roberto Tassi, storico e critico d'arte tra i più importanti del recente Novecento. La biblioteca, una volta catalogata ed informatizzata, sarà posta a disposizione di tutti presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Parma. Nel frattempo, in concomitanza con una mostra di tre degli artisti preferiti dal critico (Morlotti, Sutherland e Ruggeri), è stato pubblicato un volume (il ventesimo) della Collana di "Opere inedite di cultura" promossa dalla Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Parma, ideata e curata da Ivo Iori. Il volume raccoglie i più significativi contributi critici di Tassi sui tre artisti presenti in mostra.

La Fondazione sta poi creando le premesse per un grande evento espositivo e celebrativo tra Parma e Parigi, intorno alla figura di quella che per i parmensi resterà sempre "Babet", dal nomignolo che le diede suo padre, Luigi XV di Francia, di cui fu la figlia primogenita e la più amata. Lei, Luisa Elisabetta di Borbone, fu donna di grande intelligenza, capace anche di divertita autoironia circa la propria non esattamente esile complessione. Andò sposa a Don Filippo di Borbone, Duca di Parma, fu madre di Isabella moglie di Giuseppe d'Asburgo, Imperatore d'Austria, e di Maria Luisa, moglie di Carlo IV Re di Spagna. Abilissima diplomatica, gran tessitrice di rapporti e di matrimoni, fece della capitale del suo piccolo ducato, Parma, una capitale europea.
Chiamò architetti, artisti e intellettuali francesi per dare un nuovo volto alla città e alle regge del territorio, da Colorno a Sala Baganza, con l'obiettivo di replicare qui i fasti della Versailles della sua infanzia dorata.
250 anni fa la scomparsa di Luisa Elisabetta di Borbone Parma, una ricorrenza che la Fondazione Cassa di Risparmio ha deciso appunto di ricordare con una serie di manifestazioni che hanno l'obiettivo di indagare un personaggio ancora poco approfondito dalla storiografia europea, oltre che del Ducato.
Le celebrazioni, già avviate, avranno come prossime tappe la mostra "Fuochi di gioia e lacrime d'argento" che sarà allestita dal 11 aprile al 16 maggio 2010 a Palazzo Bossi Bocchi, sede della Fondazione. Vi si ammireranno pezzi scelti fra i disegni e le incisioni appartenenti alle collezioni della Fondazione, la riproduzione delle splendide incisioni acquerellate realizzate in occasione delle Feste nuziali celebrate a Parigi nel 1739, e disegni dei sontuosi apparati funebri, progettati da Petitot, in occasione delle esequie solenni di Parma del 27 marzo 1760 presso la Chiesa dell'Annunziata (sabato 27 marzo 2010 ricorrerà quindi il 250° anniversario delle esequie solenni promosse dalla corte).
A giugno sarà la volta della visita a Parma dei maggiori specialisti francesi sul Settecento cui seguirà in autunno un grande convegno internazionale su Maria Elisabetta Borbone Parma. Tutte azioni di preparazione ad un grandioso evento espositivo con doppia sede, a Parigi e a Colorno.


Per informazioni:
Fondazione Cariparma
Francesca Magri, tel. 0521-532108, email magri@fondazionecrp.it;
Giovanni Fontechiari, tel. 0521-532112 email fontechiari@fondazionecrp.it


Ufficio stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499; infostudioesseci.net; www.studioesseci.net
18 Marzo 2010 alle 16:14:20 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: Parma città d'arte si presenta al Touring Club di Milano

Cambi di stagione a Monforte d'Alba - Prima edizione
Cambi di stagione Festival internazionale di musica da camera Prima edizione dal 19 al 21 marzo Fondazione Bottari Lattes Monforte d'Alba (Cn)
Comunicato Stampa

Comincerà venerdì 19 marzo 2010 "Cambi di stagione", il nuovo Festival internazionale di musica da camera organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes a Monforte d'Alba nel proprio Auditorium.
Con quattro concerti in tre giorni - dal venerdì alla domenica - Chloë Hanslip, il Quartetto della Scala, Roderick Chadwick e gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino daranno il benvenuto alla primavera proponendo al pubblico pagine del grande repertorio classico e un nuovo brano in prima esecuzione italiana.
"Cambi di stagione" è infatti un festival distribuito in quattro momenti dell'anno, in corrispondenza con gli inizi delle stagioni, e permetterà al suo pubblico di assistere in un fine settimana, oltre che a concerti di pregio e alle mostre d'arte ospitate negli spazi espositivi della Fondazione, anche alle mutazioni del paesaggio e della proposta enogastronomica.

Gli appuntamenti primaverili, in dettaglio, saranno:
venerdì 19 marzo, ore 21: recital di Chloë Hanslip (violino) e Roderick Chadwick (pianoforte).
Musiche di Beethoven e Brahms.
A soli 22 anni la violinista inglese Chloë Hanslip ha già raggiunto una solida fama internazionale. La sua recente incisione per Naxos del Concerto per Violino di John Adams con la Royal Philharmonic Orchestra sotto la direzione di Leonard Slatkin è al secondo posto nella classifica dei cd più venduti in Inghilterra e il critico Philip Clark della rivista Gramophone ha scritto di lei "il fatto di aver suonato così dovrebbe bastare a garantire a Chloë la fama per tutta la vita". I suoi due dischi precedenti con la London Symphony Orchestra per Warner Classics hanno vinto rispettivamente il Premio Eko-Klassik in Germania per il miglior debutto nel 2002 e il Premio per il Miglior Giovane Musicista Inglese nel 2003.

sabato 20 marzo, ore 21: concerto di Chloë Hanslip con gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino.
Musiche di Vivaldi, Skalkottas e Mozart.
L'Orchestra Filarmonica di Torino si è guadagnata negli ultimi anni un ruolo di assoluto rilievo nel panorama italiano. Partner di solisti e direttori di primissimo piano, ha stretto legami importanti con alcuni dei musicisti europei più interessanti del presente - da Micha Hamel a Federico Maria Sardelli, da Emanuele Arciuli a Yoram David, da Robert Cohen a Umberto Benedetti Michelangeli, Dora Schwarzberg, Robert Cohen. - e la straordinaria crescita del suo pubblico di abbonati a Torino (+70% in due anni) testimonia la magia e la spettacolarità delle proprie esibizioni.

domenica 21 marzo, ore 12: recital di Roderick Chadwick (pianoforte).
Musiche di Chopin, Szymanowski, Anderson e Ravel
Roderick Chadwick è uno dei pianisti più interessanti usciti dalla Royal Academy of Music di Londra. Attivo come solista oltre che come camerista, ha suonato in molti dei luoghi musicali più importanti della Gran Bretagna, tra i quali The Free Trade Hall a Manchester, la Wigmore Hall e i festival di Aldeburgh, Buxton, Brighton and Huddersfield. Ha debuttato al London South Bank eseguendo il Concerto per pianoforte e orchestra di Tippett alla Queen Elizabeth Hall. Collabora regolarmente con le violiniste Chloë Hanslip e Narimichi Kawabata, con le quali si è esibito in luoghi come il Seoul Arts Centre, l' Auditorium du Louvre, lo Schloss Elmau e la Tokyo Opera City. Attualmente insegna alla Royal Academy of Music di Londra.

domenica 21 marzo, ore 17: concerto del Quartetto d'archi della Scala.
Musiche di Schubert, Mozart e Ravel
Come ha scritto Riccardo Muti, "il Quartetto d'archi della Scala composto da Manara, Negri, Braconi e Polidori è di rara eccellenza tecnica e musicale. La bellezza del suono e la preziosa cantabilità, propria di chi ha grande dimestichezza anche con il mondo dell'Opera, ne fanno un gruppo da ascoltare con particolare gioia ed emozione".

Una caratteristica di ogni appuntamento di "Cambi di stagione" è che solisti di rilievo internazionale (provenienti dal Canada, dalla Francia, dalla Finlandia, dalla Russia, dalla Gran Bretagna.) si fermano a Monforte per tutto il periodo e si esibiscono in varie combinazioni, nel più autentico spirito della musica da camera.
Un'altra particolarità è che "Cambi di stagione" si è collegato con piccoli festival europei, con i quali intrattiene dei rapporti di collaborazione. Per il 2010 si comincia con il prezioso Charleston Manor Festival, in Gran Bretagna, che nel mese di giugno ospiterà una mostra di Mario Lattes.
Gli appuntamenti successivi saranno nei fine settimana:
18-20 giugno
24-26 settembre
10-12 dicembre
e coinvolgeranno tra gli altri Philippe Graffin (violino), Claire Désert (pianoforte), il Quartetto Alcan, Anna Kravtchenko (pianoforte), il Trio Debussy, Robert Cohen (violoncello), Heini Karkkainen (pianoforte), il Quintetto Bibiena, Emanuele Arciuli (pianoforte), il Soloduo (duo di chitarre) e ancora gli Archi dell'Orchesta Filarmonica di Torino.

La Direzione Artistica del progetto è stata affidata a Nicola Campogrande.


Info: Fondazione Bottari Lattes HYPERLINK "http://www.fondazionebottarilattes.it/"www.fondazionebottarilattes.it tel. 335 6109518
18 Marzo 2010 alle 16:08:27 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: Cambi di stagione a Monforte d'Alba - Prima edizione

Festival Biblico svelati i nomi degli ospiti 2010
Venerdì 12 marzo in occasione dell'incontro con il filosofo Massimo Cacciari i promotori della manifestazione hanno anticipato i principali eventi della VI edizione in programma dal 27 al 30 maggio: L'Ospitalità delle Scritture
Sarà dedicata all'"ospitalità" e alle sue infinite declinazioni la sesta edizione del Festival Biblico, che animerà la città di Vicenza ed il suo territorio con un fitto programma di conferenze, spettacoli, esposizioni, concerti ed incontri. Dal 27 al 30 maggio 2010, illustri protagonisti dal mondo della fede, della cultura e dell'arte, si confronteranno sul tema, tanto attuale quanto delicato, "L'ospitalità delle Scritture".

In occasione della partecipata lectio in anteprima del filosofo Massimo Cacciari alla Chiesa di Santa Maria in Araceli, i presidenti del Festival - Roberto Tommasi per la Diocesi di Vicenza e Roberto Ponti per la Società San Paolo - assieme al coordinatore artistico, Dario Vivian, hanno presentato le prime anticipazioni del ricco cartellone di eventi. Tra le file dei promotori, anche Vittorio Sozzi, che da Roma ha mandato il saluto del Progetto Culturale della CEI alla manifestazione vicentina, confermandone la portata nazionale.

Interrogarsi sull'Ospitalità significa scoprire la portata umanizzante di tale parola, intesa nei suoi molti significati: antropologico, teologico, ontologico, sociale, economico. Ed il Festival Biblico 2010 lo farà per 4 giorni, con la complicità di biblisti, scrittori, filosofi, sociologi ma anche sindacalisti, musicisti, economisti, poeti e religiosi, tutti riuniti nel capoluogo berico per gettare assieme al grande pubblico (45 mila presenze nel 2009) un fascio di luce diversa sulla Bibbia, fonte di valori e significati quanto mai attuali. Soprattutto nella società contemporanea, dove il concetto di ospitalità rimanda alle dinamiche di accoglienza e relazione con il diverso, lo straniero, l'immigrato.

Cinque i percorsi ideati dagli organizzatori per orientare la scelta del pubblico tra le decine di eventi in calendario: da quello teologico al cartellone di spettacolo, da quello su tematiche sociali alla programmazione per i più piccoli, fino ad un curioso itinerario tra arte, storia e natura. Ognuno con i suoi esclusivi protagonisti.

Ecco allora gli "Ospiti della Parola", con la lectio teologica d'apertura affidata anche quest'anno alla voce profonda di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose; a seguire, la meditazione col teologo Giuntoli, l'intervento di Anna Maffei, presidente UCEBI, "La notte della Parola" con fra' Michael Davide Semeraro e suor Daniela Musumeci, la lectio magistralis di Donatella Scaiola e quella di Carmine Di Sante, la danza liturgica di Roberta Arinci. E ancora, Giacomo Perego, Sebastiano Pinto, Lidia Maggi, Antonella Anghinoni e Earl Lavender, oltre a rappresentanti di religione induista, islamica e buddista, capaci di esplorare le Scritture nei loro riflessi spirituali, estetici e intellettuali.

"Ospiti del Paese" sarà il percorso consacrato alla declinazione sociale, politica e attualizzata dell'accoglienza: dopo l'intervento in anteprima di Massimo Cacciari, faranno capolino a Vicenza Giuseppe Frangi, direttore di "Vita" e l'economista Stefano Zamagni, che si confronteranno col sociologo Ilvo Diamanti. Oltre a loro, altri nomi di spicco come Dionigi Tettamanzi, Gad Lerner, Ernesto Olivero, Antonio Mazzi, Luigi Ciotti, Sergio Valzania e Giancarlo Zizola. Assieme ad una moltitudine di appuntamenti dedicati al quotidiano, con convegni che spazieranno dal valore delle relazioni, col work-shop "Libreria vivente" in cui le persone diverranno libri, alla condizione dei carcerati, col pranzo di condivisione dal provocatorio titolo "Avanzi di galera", all'ospitalità dei senzatetto in un incontro organizzato da "Scarp de' tenis".

Dalla musica etnica di Filomeno Lopes & band a quella barocca del Bach per coro e orchestra di Michael Radulescu, dal recital in memoria di Alda Merini, già ospite del Festival Biblico, alle voci di attori come Erri de Luca, fino a quella cantata in tutto il mondo di Noa, con la sua band multietnica che chiuderà la manifestazione, passando per l'Orchestra Giovanile del Conservatorio dell'Aquila: questo ed altro promette "Ospiti in Scena", il percorso di spettacolo del Festival Biblico 2010, con nomi di richiamo, eventi in esclusiva e programmi originali.

Come ogni anno, non mancheranno poi giochi, fiabe, disegni e intrattenimento per i più piccoli: "Ospiti in Famiglia" sarà lo spazio d'incontro che permetterà di avvicinare alle Scritture anche gli under 14 ed i loro genitori. Cuore del programma il laboratorio all'aperto "Bab El", la "porta del cielo": una grande costruzione di "mattoni" di cartone, su cui ogni partecipante lascerà con pennelli e colori il suo messaggio sul tema dell'ospitalità. Oltre al concerto del Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano di Bologna, protagonista del Festival per il secondo anno consecutivo.

Ultimo sentiero esplorato dal Festival 2010, "Ospiti della Terra": ecco allora la conferenza dell'archeologo Emmanuel Anati su "L'Alleanza: Dio ospita il suo popolo" e quella dello storico Franco Cardini su "L'ospitalità: dalle Scritture ai pellegrinaggi"; la conferenza multimediale di Giovanni Ruggeri su "Le icone su vetro di Sibiel, Romania" e una conferenza sull'iconografia bizantina, oltre alla proposta che si rinnova di anno in anno con la lettura delle icone alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari. Tre mostre temporanee e le degustazioni dei "sapori dell'ospitalità" completeranno l'invito alle tavole dell'arte.

Oltre agli eventi citati, in programma diverse mostre temporanee: la prima, dal titolo "Ospiti e custodi del Creato", sarà dedicata ai più piccoli con opere della collezione di Sarmede sulle fiabe africane, ed inaugurerà il 10 aprile per protrarsi fino oltre il festival. Nel territorio si segnala la Collettiva di artisti della Ceramica, grazie alla collaborazione tra il Museo di Nove e la Biblioteca La Vigna. Una collettiva di artisti d'arte sacra, la mostra "Gli ospitali vicentini" a cura della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, l'esposizione "Prove di Futuro" dell'associazione Migrantes, una Mostra didattica sull'anno liturgico, ed un'iniziativa della Fondazione Vignato presso il suggestivo spazio di San Silvestro arricchiranno l'offerta espositiva della manifestazione.

Anche quest'anno il Festival Biblico si realizza grazie ad una fitta rete di collaborazione da parte di enti pubblici, associazioni culturali e imprese private che si affiancano con entusiasmo agli enti promotori, mettendo a disposizione idee e risorse che arricchiscono un progetto sempre più articolato e coinvolgente.

Il programma completo e tutti gli aggiornamenti sul festival saranno disponibili e costantemente aggiornati sul sito www.festivalbiblico.it.


Info: +39 0444 937499
segreteria@festivalbiblico.it
HYPERLINK "http://www.festivalbiblico.it" www.festivalbiblico.it

13 Marzo 2010 alle 15:15:01 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: Festival Biblico svelati i nomi degli ospiti 2010

dire poesia incontri con poeti contemporanei in luoghi d'arte a Vicenza
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, Palazzo Chiericati, l'Officina arte contemporanea, AB23 - ex Chiesa dei Santi Ambrogio e Bellino 21 marzo - 7 maggio 2010
Dal 21 marzo al 7 maggio, a Vicenza torna sovrana la Poesia.

L'omaggio all'arte di Calliope, Erato e Euterpe inizierà il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, per dipanarsi nelle settimane successive con appuntamenti in luoghi diversamente emblematici della città.

Il richiamo alle tre Muse non è casuale, visto che Vicenza ospita in questi mesi alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo, una preziosa mostra dedicata alle raffigurazioni della femminilità nel mondo greco antico.

Dire poesia, nata lo scorso anno per iniziativa dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e di Intesa Sanpaolo, è stata rinnovata, dopo quel positivo collaudo, anche per il 2010.

La formula è quella che alla sua prima proposta ha goduto di un così ampio consenso. Con alcune importanti innovazioni, un incontro interamente riservato ai poeti non italiani che scrivono poesia nella nostra lingua, oppure la sezione "on/off" aperta a giovani artisti poliedrici e sperimentali che contaminano la poesia con il suono e i video. Si è voluto in questo modo dare voce ad artisti che si esprimono poeticamente attraverso vari mezzi alternativi alla scrittura.

Fulcro della manifestazione restano gli incontri con i grandi poeti, italiani e non, incontri giocati come piacevoli, stimolanti confronti tra autori e pubblico.

La poesia italiana sarà rappresentata da due nomi di altissimo rilievo, Edoardo Sanguineti e Patrizia Valduga. Ad ospitare l'incontro con Sanguineti saranno, il 28 aprile, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari. La sua poesia, nota per un ardito sperimentalismo che produce stupefacenti soluzioni formali, si intreccerà alla perizia musicale di Stefano Scodanibbio, importante compositore e contrabassista marchigiano. L'eccezionale duo proporrà una lettura musicata di due sue composizioni storiche: "Postkarten" e "Alfabeto apocalittico". La musica creata da Scodanibbio non sarà un semplice ornamento, ma si incaricherà di aggiungere significati e suggestioni a testi di per sé già molto ricchi.
Patrizia Valduga, i cui testi sanno coniugare l'intemperanza dei sentimenti con il temperamento della forma, sarà la protagonista, ancora a Palazzo Montanari, dell'incontro conclusivo della manifestazione, il 7 maggio.

Tre gli ospiti internazionali della rassegna vicentina. Aprirà il festival il 21 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, Titos Patrikios, straordinario autore ateniese la cui poesia si distingue per una vigorosa valenza civile; Palazzo Leoni Montanari fungerà da ideale cornice all'esibizione di Patrikios, data la concomitanza, presso le Gallerie, della già citata mostra di una selezione di ceramiche attiche e magnogreche di proprietà di Intesa Sanpaolo. L'evento saprà tessere un suggestivo dialogo tra parole e immagini provenienti dalla cultura ellenica.
Il calendario della manifestazione prevede poi, il 25 marzo, Armando Romero, poeta, narratore e saggista colombiano, estroverso letterato la cui opera poetica è ispirata soprattutto dai suoi numerosi viaggi (Gallerie di Palazzo Leoni Montanari); e Yang Lian, uno dei maggiori poeti cinesi contemporanei, voce della dissidenza, candidato al Nobel nel 2002 (22 aprile, Palazzo Chiericati).

Un incontro, che cade nel cuore della rassegna (16 aprile, Palazzo Chiericati), sarà dedicato al fenomeno letterario della poesia della migrazione italofona. Interverranno autori che, costretti ad abbandonare la loro terra natale, hanno deciso di scrivere in italiano (come l'argentina Candelaria Romero) o hanno mantenuto i contatti profondi con la loro cultura attraverso l'idioma (come il bosniaco Bozidar Stanisic). Ad accompagnarli e introdurli sarà presente Mia Lecomte, poetessa in proprio e curatrice della fortunata antologia Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano.

La rassegna di quest'anno è stata pensata nel segno della pluralità delle voci e delle esperienze italiane e straniere, in continuità con la linea tracciata l'anno scorso.
Questa volta, però, si è voluto mettere l'accento sulla poesia che parla di spaesamenti geografici (l'esilio di Patrikios, Yang Lian, Candelaria Romero, Stanisic) e linguistici (Patrizia Valduga che recupera soluzioni metriche tradizionali e vi attorciglia attorno le parole dell'oggi; Sanguineti che inscrive labirinti verbali nella mappa di quelli esistenziali, minotauri compresi), se non geolinguistici (il colombiano Armando Romero che scrive della e dalla Grecia).

All'interno dell'iniziativa trovano spazio i giovani poeti emergenti, per i quali è stato creato un apposito contesto, denominato Dire poesia "off ", sulla falsariga del teatro off di Broadway. I vicentini Alessandra Conte e Roberto Cogo saranno, il 9 aprile, all'Officina arte contemporanea. Per la sezione "on/off" parteciperanno invece Ariadne Radi Cor (6 aprile, Officina arte contemporanea) e Antonella Bukovaz con Hanna Preuss (5 maggio, AB23). La friulana Antonella Bukovaz, che sarà accompagnata dalla compositrice slovena Hanna Preuss, si muove al confine tra parola, suono e video, e la sua performance avrà luogo in uno spazio espositivo non tradizionale come AB23.
La giovane trentina Ariadne Radi Cor porterà all'Officina di Vicenza un suo particolarissimo "film noir", incrociando ancora una volta parole e immagini, e aggiungendo una singolare esposizione di cucchiaini poeticamente etichettati.

Il progetto Dire poesia mira a far sì che la poesia, da fatto privato, assuma una dimensione il più possibile collettiva, e che la sua eco, dalle sale dei luoghi d'arte di Vicenza, si sparga in uno spazio il più possibile esteso. È con questo intento che alcuni dei poeti ospiti si recheranno nelle scuole della città per incontrare gli studenti, portando la loro esperienza e la loro voce alle generazioni più giovani.
E ancora: nei giorni che precederanno le letture poetiche, nei caffè del centro, luoghi di comune frequentazione, saranno distribuiti piccoli biglietti, sui quali saranno impressi frammenti di poesie degli autori in programma.

L'edizione 2010 di Dire poesia approfondisce il dialogo fra le arti che era stato al centro degli interessi e dell'azione della sua promotrice iniziale, l'indimenticabile Fatima Terzo, aggiungendo un ulteriore tema sempre più pressante e indispensabile: quello fra culture, lingue, tradizioni, punti di vista diversi, nel segno del rispetto reciproco e della bellezza che la poesia sa ancora regalarci a piene mani, se vogliamo ascoltarla.

Nei luoghi delle letture saranno disponibili per il pubblico i libri degli autori ospiti. L'ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.




Informazioni:

Comune di Vicenza - Assessorato alla Cultura
tel. 0444 222101 - 222114 - HYPERLINK "mailto:infocultura@comune.vicenza.it" infocultura@comune.vicenza.it

Beni culturali - Intesa Sanpaolo
tel. 800.201782 HYPERLINK "mailto:beniculturali@intesasanpaolo.com" beniculturali@intesasanpaolo.com
6 Marzo 2010 alle 20:30:32 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: dire poesia incontri con poeti contemporanei in luoghi d'arte a Vicenza

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