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 Rispetto ad Exciter (forse grazie anche ai progetti solisti di Dave Gahan e Martin Gore) ritrova quella maturità di suoni elettro/pop/rock che mancava da Ultra con le stesse sonorità dark ed ipnotiche delle cavalcate oscure dei dischi che hanno formato parte della colonna vertebrale della wave elettronica inglese degli anni ’80. Aggiungendo poi le sonorità morbide degli anni successivi.
Splendido il lavoro compositivo di Martin ed unica come sempre l’interpretazione di Dave, che con la sua voce aggiunge innumerevoli suggestioni, sebbene 3 canzoni ("I Want It All", "Suffer Well" e "Nothing's Impossible")siano state composte proprio da Gahan.
Tra i pezzi più interessanti:
John The Revelator risulta violenta voglia di ribellione contro i falsi profeti. Gli imbonitori che raccontano, magari da un pulpito catodico, “sette bugie, moltiplicate per sette, ed ancora per sette” e in grado di “causare solo dolore”. La soluzione? “E’ ora di ridimensionarlo / Prendiamolo per mano / mettiamolo su un banco / e sentiamo i suoi alibi”.
Dal punto di vista prettamente musicale notevoli sono Nothing’s impossible (col suo riff di suoni cupi di partenza) e Macrovision (con i suoi archi gracchianti).
Il secondo singolo, dopo il bellissimo Precious, sarà la prima traccia dell'album, ossia A Pain That I'm Used To
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Statistiche/Riepilogo Articolo
"Depeche Mode - Playing the Angel"
numero letture: 45
giorno invio: 21 Ottobre 2005 alle 17:58:03
permalink: Depeche Mode - Playing the Angel
sottotitolo: Sensuale e graffiante, il nuovo cd del 2005 dei Depeche.
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