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Muse, intervista a Rolling Stone 2003
Una delle interviste al gruppo inglese
Il loro nuovo cd, Absolution, parla di vita, morte e apocalisse. Ma Mr. Bellamy ha ben altro per la testa. Non ultimo il ricordo di un cincillà ammattito.


D: “Sei una rockstar, e ti saranno successe cose scoccanti, nella tua carriera. Me ne racconti una?”

R: “La cosa più scioccante è stata fare jogging, molto presto la mattina. E ricevere in regalo dei quadri. Uno era enorme, con in primo piano la mia faccia completamente sfigurata. L’altro era grottesco: mi raffigurava nudo. Assomigliavo a Marilyn Manson, in quel dipinto!”


D: “E’ vero che un tempo rubavi automobili e spacciavi droga?”

R: “Giravo con uno che faceva certe cose e mi è capitato di rubarne una. Abbiamo portato l’auto in un vicolo. Ricordo che ci arrivò sulle gambe un getto d’acqua bollente perché il motore era distrutto. La droga: li chiamerei “errori di gioventù””.


D: “Prendi ancora funghi allucinogeni?”

R: “Il problema è che la mia fidanzata è italiana e i suoi genitori leggeranno quello che scriverete. Quindi non posso dirtelo”.



D: “Come l’ hai conosciuta?”

R: “In una riserva di pesca a Rimini. Non ho preso neanche un pesce. Sono un inetto”.


D: “Hai mai avuto strane visioni durante un trip psichedelico?”

R: “Anni fa’. Ad Amsterdam.Vedevo gargoyles, strane facce per terra, in aria, il terreno cambiava forma sotto i piedi. Succede così. Se ti sei fatto di funghi”.


D: “Perché hai paura dei ragni?”

R: “Perché sono veloci. Quando sono solo non sono così terrorizzato. Forse perché non hai scelta. Devi per forza occupartene di persona: prendere il ragno e buttarlo via. L’idea che possa salirti sulle gambe…”.


D: “Anche i serpenti possono salirti sulle gambe!”
R: “I serpenti mi vanno bene. Un tempo vivevo con un amico, Jake, che aveva un serpente e due cincillà. Poi fuggirono. Passarono sei mesi e pensammo fossero morti. Ma un giorno ritrovammo uno dei cincillà in un angolo: non aveva più pelo e gli occhi erano rossi e psicopatici. Ci guardava con quegli occhi bestiali soffiando come un ossesso. Era selvaggio. Poi scomparì nel muro.”

D: “Thoughts of a Dying Atheist, una tua nuova canzone, finisce con: “Hai paura di morire?” E tu, hai paura di morire?”
R: “Dunque… No, direi di no”

D: “Forse perché credi che ci sia qualcosa oltre la vita?”
R: “Sono assolutamente certo che ci sia qualcosa. Qualcosa che l’uomo non sa spiegare. Ma se hai vissuto la tua vita in modo onesto, non devi temere nulla”

D: “Cosa ne pensi di Dio?”
R: “Credo abbia generato molta violenza. Nel corso dei secoli le persone hanno ucciso chiunque criticasse la parola di Dio. Ma alcuni passi della Bibbia sono interessanti.”

D: “Apocalypse Please è il brano che apre Absolution: come ti immagini l’apocalisse?”
R: “Bruuuummmm, bru-u-u-mmmmm, una cosa del genere. Immagino i ghiacci sciogliersi lentamente, e lo stravolgimento del clima. Solo poche famiglie sopravvivrebbero, rifugiandosi nel sottosuolo. Magari mangiando “truffles” (le mitiche praline al cioccolato amate da Eric Clapton e cantate da George Harrison, ndr)”

D: “Un altro titolo particolare è Stockholm Syndrome. Cosa ti affascina di questa patologia?”
R: “Trovo attraente che qualcuno possa infatuarsi di chi lo maltratta. Anche perché m’interesso d’ipnosi, con la quale si possono svelare segreti che nemmeno tu, magari, sai di custodire. Hai mai visto gente ipnotizzata? E’ terrificante. Nel momento in cui una persona prova spavento è possibile portarla a fare qualsiasi cosa”

D: “Ti hanno definito una star, ma sembri una persona pacata. Un tempo, invece, i cantanti erano più dissoluti”
R: “Qualsiasi gruppo, una volta partito per un lungo tour, va fuori di testa. A noi è capitato quando siamo stati lontani da casa per quattro, cinque anni.”

D: “Immagino ti sia ubriacato di vino qualche volta.”
R: “Si, certamente”


D: “Quand’è l’ultima volta che hai vomitato?”
R: “In Spagna, un anno fa. Sono crollato nel letto e quando mi sono svegliato ero circondato dal vomito, vomito nero”


D: “Disgustoso!”
R: “Già. Ci sono stati momenti, in passato, in cui ho creduto che il mio sangue si fosse tramutato in alcol puro”


LA MUSA E’ PAZZA

Matthew Bellamy è bizzarro. Ecco perché:
A scuola aveva due compagne che amavano autoinfliggersi profondi tagli nella carne, sotto il banco.
Matthew Bellamy è bizzarro. Ecco perché: A scuola aveva due compagne che amavano autoinfliggersi profondi tagli nella carne, sotto il banco.

Ancora oggi se le ricorda. In Origin of Symmetry, il precedente album in studio, chiamò un amico medico: voleva delle ossa umane da usare come strumenti musicali. Ci è riuscito!!!

Nelle vecchie foto promozionali ha le vene delle braccia dipinte di blu: “L’anatomia umana mi affascina, pensare a ciò che si muove appena sotto la pelle…”
Statistiche/Riepilogo Articolo
"Muse, intervista a Rolling Stone 2003"

numero letture: 961
giorno invio: 9 Novembre 2011 alle 22:29:20
permalink: Muse, intervista a Rolling Stone 2003
sottotitolo: Una delle interviste al gruppo inglese
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