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Soffierò ed esprimerò un desiderio
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Con alcuni l'appuntamento è per questa sera a casa mia. A tutti gli altri che si sono ricordati di me oggi un bacio affettuoso. |
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Stare con te mi dà sempre la stessa sensazione. Quella di ritrovare qualcosa di familiare, di bello, di passato ma che non è mai finito del tutto, e che probabilmente mai finirà. Perchè non lo vuoi tu, perchè non lo voglio io. Perchè anche quando in passato l'ho fortemente voluto non sono mai riuscita a scacciarti. Perchè anche se passa del tempo, giorni, mesi, anni, amori, distrazioni, errori, gioie e dolori, quello che ci lega non si spezza. Avevi ragione tu, ed io ero stata pazza a definirci ormai "estranei". Perchè mi è bastato guardarti negli occhi per dimenticare quella parola, anche se so che d'ora in poi me la ripeterei all'infinito per prendermi in giro. Perchè è bastato sentire lo stomaco chiuso, immobile, e il respiro bloccato quell'attimo prima di sentirti ancora mio per capirlo. Perchè possono essere i miei cinque, le tue sei, così come 10..20...100..1000 altri diversi. Non contano. Sorrido pensandoti. Mi sei ancora dentro, sei in me, nei miei pensieri. Io sul letto, coperta appena da un lenzuolo leggero che mi lascia la schiena scoperta e i brividi che provo quando mi baci più giù con la tua bocca caldissima. La luce soffusa che entra da una finestra senza colore, i capelli sciolti e confusi raccolti sulla tua spalla, un leggero respiro sul mio collo che scandisce la tua voglia di me. Ed io che non so se sfiorare con la mano la tua pelle, oppure andar via prima di ricadere ancora nel tuo abbraccio. La tua mano che si allunga a cercarmi, e mi sfiora e mi bacia, e stringe, palmo e dorso...allora la prendo perchè ho capisco che hai voglia di me, di noi. E poi quella tua richiesta, per me totalmente inaspettata, di voler sentir dire che ti amo. Come due anni fa, come cinque anni fa, come una vita fa. Come quando ero io a volerlo più di ogni altra cosa e tu non potevi darmi che una risposta. La voglia di risponderti ma la paura a bloccarmi, perchè il passato non si cancella. E guai se fosse così, perchè è anche grazie a quello che, come mi hai detto anche tu, sono maturata, e se oggi non mi fanno più male le situazioni del passato ma anche del nostro presente. E' anche grazie a tutto questo che è stato così bello. Sappi che ti ho adorato nel momento in cui per togliermi dall'imbarazzo hai risposto alla tua domanda al posto mio. E in quel modo. Ti amerò sempre perchè non mi sono mai sentita così viva come in tutto il tempo che ho condiviso con te.
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Squadra ufficio sinistri
Puntuali come un treno svizzero... |
....le animatissime discussioni dei colleghi maschi dello studio sulla partita di calcetto di metà settimana. E ogni volta che le ascolto apprendo tante cose: * che tutti, almeno per un giorno, il giovedì mattina di solito, sono autorizzati a sentirsi il Kakà della situazione. ** che erano tutti dei potenziali Rivera, se non fosse stato per quel maledettissimo infortunio che ha spezzato i loro sogni di gloria. *** che la partita di calcetto infrasettimanale tra scapoli ed ammogliati dell'ufficio (più qualche altro tragico infiltrato raccattato per fare numero tra commercialisti e notai vari aventi l'ufficio nello stesso stabile) è l'unico momento buono nella vita per indossare l'inconfessabile acquisto della maglia del Gresko (mito) senza essere sbertucciati impietosamente dai colleghi/tifosirivali. **** che questa benedetta partita ti autorizza ad osare il sogno di una vita, l'imitazione del gol in rovesciata visto in Fuga per la vittoria. Il risultato sarà nel 90% dei casi una settimana di malattia ed assenza dall'ufficio del malcapitato, a cui il resto dei colleghi dovrà tragicamente porre rimedio facendosi il culo quadro per star dietro al proprio lavoro e a quello del novello Pelè. ***** che la partita di calcetto viene sistematicamente preceduta da discussioni tecnico-tattiche(cit.) con le quali si riempiono intere pause pranzo quotidiane, salvo poi ridurre il tutto ad una serie di semigrassoni che quando si arriva 26 pari ad un minuto dalla fine si mettono tutti davanti alla porta, per evitare una tragica sconfittache causerebbe il perculamento continuo garantito fino al mercoledì successivo. ****** che nessuno vuole fare il portiere (un classico questo). ******* infine che testimoni non sono ammessi, anzi meno ce ne sono e meglio è....più comodo affidare la narrazione delle epiche gesta agli stessi protagonisti delle partite, pena lo sburgiadamento totale sulle presunte memorabili sfide alla Italia-Germania 4-3, ovvero la partita che tutti citano ma in pochi hanno effettivamente visionato n prima persona. W il calcetto.
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