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L’Acquila
Dopo Draquila, l'ACquila
L’Acquila: ovvero, le case consegnate così in fretta e con tanta pompa ai terremotati che fanno acqua da tutte le parti. L’inchiesta è stata pubblicata oggi su “Repubblica”, le foto fanno venire il mal di stomaco: acqua dappertutto, infiltrazioni, deterioramenti. Avevano ragione di ridere, gli infami sciacalli che tutti conosciamo (e che conosciamo grazie alle intercettazioni che questo governo vuole bloccare, far sparire, distruggere: perché non è grave che si rida delle disgrazie su cui si pensa di arricchirsi: è grave che qualcuno ci senta).
Ma non è di questo che voglio parlare.
Voglio parlare, invece, del primo commento apparso in calce all’articolo di Repubblica: voglio parlare del lettore che ha scritto, testualmente, così:
“non siete altro che dei sciacalli!!!! i volontari,la protezione civile e tutti gli altri operatori sono andati in Abruzzo con l’intento di ricostruire L’Aquila, voi giornalisti di sinistra, la guzzanti siete andati in Abruzzo solo per denigrare loperato di chi lavora. SCIACALLI !!!!!!”
Questo cieco (e sgrammaticato) fanatismo è il vero sintomo del male he affligge l’Italia: non un governo incapace, maneggione, tutto apparenza e niente sostanza, ma una grossa fetta di popolo (non grossa come piacerebbe a Berlusconi, ma sempre troppo grossa per un Paese civile e democratico) che continua ad appoggiarlo a qualsiasi costo, negando l’evidenza, attaccando non chi commette gli errori, ma chi si permette di dire che sono stati commessi.
E’ un nuovo effetto-Berlusconi: colui che non vuole punire i delinquenti, ma chi si azzarda a pizzicarli con le mani nella marmellata. Che non ce l’ha con la mafia, ma con chi la denuncia. E così via.
Io non sono choccata dalle foto dell’”Acquila” post terremotata e neo-alluvionata: non mi aspettavo niente di più e niente di meno….anzi, SO che questo è solo l’inizio, perché quelle case sono state anche costruite su un terreno idrogeologicamente instabile, che potrebbe letteralmente sprofondare in caso di “vera” alluvione. Non posso meravigliarmi se, tanto per cominciare, l’alluvione se la ritrovano dentro casa, né mi meraviglio leggendo che almeno in un caso, dai rilievi effettuati, sono state riscontrate carenze della qualità del calcestruzzo. All’Aquila! Nelle case consegnate a chi ha già visto crollare come castelli di carte case, strutture ospedali per colpa di chi aveva speculato sulla qualità del cemento! Indignarsi è scontato, è impossibile evitarlo: ma sorpresa non sono. Invece riesco ANCORA a sorprendermi nel leggere commenti come quello riportato sopra. Riesco ancora a pensare “Ma noooooooo… non è possibile!” Anche perché persone come quella che ha redatto il commento prendono lucciole per lanterne (che c’entrano i volontari della Protezione civile con le case annacquate? Mica le hanno costruite loro), hanno una gran confusione in testa, non sanno di cosa stanno parlando…eppure parlano, e non solo parlano: attaccano, insultano, trasudano livore ed astio (maaaaa…e il partito dell’amore?!?).
E questo perché? Perché qualcuno ha criticato il Governo.
Perché qualcuno ha fatto il suo lavoro di giornalista nel modo giusto, ovvero sorvegliando, scoprendo le magagne di chi ci governa e mettendole in piazza come un giornalismo serio DEVE fare, se vuole rappresentare uno dei principali baluardi contro i regimi dittatoriali. Ma al lettore di Repubblica questo non sta bene: si scaglia a urlare SCIACALLI, tutto maiuscolo e con mille punti esclamativi, non contro i pezzi di merda che consegnano a gente disperata case che perdono i pezzi, ma contro chi ha l’ardire di criticarli. Un tale cieco fanatismo, un tale asservimento al potere non si è mai visto in nessuna parte del mondo. I dittatori, normalmente, vengono applauditi in piazza ma detestati in privato, e gli unici a menare chi li critica sono gli sgherri dei padroni, PAGATI dai padroni. Ma questo signore, napoletano a quanto si evince dal nick con cui si è firmato, incolto e sgrammaticato come dimostra il suo messaggio, non credo che sia stato pagato: almeno mi auguro che se Berlusconi e la sua cricca volessero stipendiare dei troll per andare a rompere le scatole sui giornali se ne sceglierebbero almeno qualcuno capace di scrivere in italiano corretto.
Quindi presumo che questo signore sia partito di sua spontanea volontà. E presumo che dopo aver scritto il suo indignato e infervorato commento, sia uscito in strada cantando: “E sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam”. Perché, evidentemente, la canzone di Jannacci a qualcuno calza perfettamente. Ma davvero, una simile presa di posizione a favore di chi delinque e di chi mangia sulle disgrazie altrui mi lascia allibita.
E una simile fedeltà a chi mangia sulle disgrazie altrui mi sembra peggiore di qualsiasi fanatismo talebano: che QUELLI, almeno, hanno un ideale religioso. Bacato finché si vuole, ma per loro importantissimo: più della loro stessa vita.
Questo signore, invece, chi difende con cotanto ardore, disposto (chissà) anche ad immolarsi per loro? Berlusconi e Bertolaso. Gente che all’Aquila non ci va più perché non li fanno manco più entrare: perché li prendono a pernacchioni appena li vedono. Ma la colpa di tutto è dei giornalisti di sinistra!
E allora, caro signore di Napoli, permettimi di dirti che non sei solo talebano, non sei solo fanatico, non sei solo accecato dall’odio verso la sinistra che, tra i suoi valori, ha anche la cultura…e che se avesse governato forse ti avrebbe insegnato a scrivere. Sei anche il destinatario ideale per l’epiteto che il tuo Re (tuo, e di tutti quelli che la pensano come te) ha voluto gentilmente elargire a tutte le persone che non l’hanno votato (e che, grazie a Dio, mai lo voteranno): caro signore di Napoli, tu sei un emerito COGLIONE.
Statistiche/Riepilogo Articolo
"L’Acquila"

numero letture: 73
giorno invio: 11 Giugno 2010 alle 11:52:42
permalink: L’Acquila
sottotitolo: Dopo Draquila, l'ACquila
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