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La fila al centro commerciale
Quando maleducazione ed arroganza si fondono per definire l'italiano medio
La fila al centro commerciale è una buona occasione per tutti gli osservatori come me di avere una panoramica significativa del livello di maleducazione, menefreghismo ed arroganza che caratterizzano gli abitanti di questa strana penisola chiamata Italia.
Non troppi giorni fa sono rimasto colpito da un tizio sulla 40ina, forse meno, che aveva in mano un aggeggio elettronico non meglio identificato. Si trovava qualche posizione dietro di me e stava aspettando il suo turno. Era attiva una sola cassa, eravamo ormai una decina di persone in fila e sembrava che il cliente più avanzato non finisse mai. Avete presenti quelle famigliole che tirano fuori le carte vantaggio, i punti, ogni sorta di raccolta e poi pagano (rigorosamente senza contanti) proprio nel momento in cui il terminale non funziona? Beh, la situazione era più o meno quella. Tutti bloccati, la famiglia ad impegnare la cassa e sbuffi di impazienza un po' da tutti.
Ad un certo punto la monotonia dell'attesa è stata spezzata dal quarantenne di cui parlavo prima che, non soddisfatto dell'articolo che aveva in mano, ha saltato completamente la fila e si è recato dalla cassiera per dirle che non voleva più acquistare nulla. La cassiera lo ha guardato un po' sorpresa (del resto quando non si compra nulla non è che lo si va a comunicare a qualcuno... si esce e basta!) ed ha provato a balbettare qualcosa che non ho ben compreso. Lui l'ha interrotta per chiederle con fare finto-educato: “posso lasciare l'oggetto qui?” Lei, che già era impegnata a far scorrere (piano) la coda, gli ha risposto che quello era un articolo di valore troppo alto per appoggiarlo lì e che sarebbe stato il caso di riportarlo al responsabile del reparto elettronico. Il tizio non soddisfatto della risposta ottenuta ed evidentemente troppo pigro per riportare indietro l'oggetto, ha fatto finta di non capire ed ha ripetuto con toni fastidiosamente supplicanti “ma non posso lasciarlo qui? Mica posso tornare indietro ?!?” .
Eh no... mi veniva voglia di rispondere... quanto cazzo ti ci vorrà per fare 10 metri e riportarlo dove l'avevi preso invece di far perdere ulteriore tempo a noi ed a te stesso?
La cassiera giustamente gli ha risposto che era impegnata con i clienti e che se proprio non voleva tornare al reparto poteva riconsegnare l'oggetto al bancone dell'assistenza (a 5 metri da lì...). Il tizio sempre più deluso ha cercato di insistere con l'occhio languido e poi, sbuffando in maniera antipatica, ha aggiunto la domanda “non mi farà mica tornare dove l'ho preso?” Tra me e me pensavo a dove diavolo avesse preso quell'oggetto, se in Groenlandia o sulla Luna, vista l'esigenza di lasciarlo per forza lì davanti ad almeno 10 persone che lo guardavano come si guarda un deficiente, sta di fatto che proprio non ne voleva sapere di fare qualche passo indietro... Tra l'altro nell'arco di tempo necessario per sceneggiare questo teatrino avrebbe fatto il giro di tutti i reparti... ma si sa che i rompicoglioni sono tali proprio perchè ammazzano la logica ed il buonsenso pur di ottenere quel che vogliono. Sta di fatto che nemmeno un minuto dopo, quando pensavamo di averne perso le tracce, questo imbecille si è messo a sgattaiolare tra la coda, è uscito dalla corsia “senza spesa” consegnando di fretta l'oggetto alla guardia che si trovava all'ingresso! La stessa non ha fatto altro che prendere questo benedetto oggetto e portarlo con le sue sante manine al bancone dell'assistenza... La guardia aveva assistito a tutta la scena quindi scuoteva la testa come per dire “ma guarda tu...”. Insomma, alla fine si è fatto come voleva il cliente.
L'episodio è marginale, non è morto nessuno, ok... ma mi sfugge la motivazione di perdere tutto quel tempo in suppliche quando avrebbe potuto risolvere la questione in 30 secondi, da solo, senza che nessuno lo mandasse affanculo di cuore. Misteri della mente umana.
7 Maggio 2009 alle 18:33:51 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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Articolo: La fila al centro commerciale

Denuncia! Denuncia!! Denuncia!!!
Non fare l'Italiano, devi denunciare i truffatori! Una volta denunciai una frode con carta di credito ma un altro po' il colpevole diventavo io...
Rispetto verso i Carabinieri, ma a volte i film parodistici rispecchiano ampiamente la realtà Un paio di anni fa mi rubarono circa 350 euro attraverso una transazione fraudolenta con carta di credito. Mi accorsi dell’accaduto leggendo la notifica delle operazioni che CartaSì/VISA spedisce mensilmente. Scorrendo l’elenco ne trovai una che non ricordavo proprio di aver autorizzato. Nel mese indicato avevo effettivamente acquistato diverse cose online, sempre con carta di credito, tutte regolarmente arrivate a destinazione (software, hardware, ecc...) ma quell’operazione proprio non mi tornava. Un po’ allarmato andai sul sito di CartaSì/VISA per segnalare l’anomalia al loro servizio di assistenza, tempo poche ore mi inviarono una mail in cui il gestore riconosceva la natura probabilmente truffaldina dell’operazione segnalata e mi istruiva per fare domanda di rimborso.

La procedura era fin troppo semplice, avrei dovuto inviargli tramite fax:

  • una fotocopia dei miei documenti
  • una fotocopia della carta di credito (fronte retro)
  • una fotocopia dell’estratto conto indicante il numero dell’operazione sospetta
  • una fotocopia della denuncia contro ignoti per truffa online


  • Dopo aver inviato il fax CartaSì mi avrebbe rimborsato ed inviato una nuova carta di credito in pochissimi giorni senza alcuna spesa aggiuntiva.
    Non credevo ai miei occhi, una volta tanto in Italia una persona truffata riusciva a risolvere i suoi problemi in breve tempo e senza grosse difficoltà. Mi sembrava tutto fin troppo facile ed ovviamente mi sbagliavo...

    Era tutto pronto, mancava solo la denuncia dai Carabinieri. Mi recai in caserma per esporre i fatti e fu lì che cominciarono i primi problemi.
    Dopo un breve resoconto mi chiesero informazioni sul negozio che mi aveva truffato (negozio? quale negozio?). Io risposi che non lo sapevo e non potevo saperlo... non avevo acquistato nulla in quell’operazione, l’estratto conto riportava semplicemente il numero di riferimento verso un beneficiario che non conoscevo. Non era un truffa per un generico acquisto con oggetto non spedito, semplicemente era una movimento di denaro fraudolento, non autorizzato, probabilmente deciso da qualcuno che era entrato in possesso dei miei codici. Il carabiniere mi interruppe nuovamente dicendo che senza le generalità di quel beneficiario non potevo proseguire nella denuncia. Gli ripetei che non potevo essere a conoscenza di quei dati perchè solo la banca che aveva accettato quella transazione e girato soldi verso un suo correntista poteva saperli!
    Ma come facciamo ad indagare se non sappiamo dove sono andati i soldi! rispose lui... a quel punto rimasi per qualche secondo congelato dall’imbarazzo... come si fa a chiedere le generalità di un truffatore ad una persona truffata che non ha autorizzato alcun pagamento e che si reca in Caserma proprio per presentare denuncia contro ignoti?
    Raccogliendo gli ultimi residui di autocontrollo tentai di spiegare che qualcuno doveva aver intercettato i codici della mia carta di credito (chissà, magari interferendo su altre compravendite andate a buon termine in quei giorni) e li aveva utilizzati per prelevarmi dei soldi. Non chiedevo certo di beccare il colpevole (magari all’estero...) ma di certo avevo bisogno di una denuncia contro ignoti affinchè CartaSì/VISA mi rimborsasse di tutto visto che aveva riconosciuto la frode.
    Il Carabiniere a quel punto smise di chiedermi dati che ovviamente non potevo fornire (le indagini spettano a loro, mica a me...) e mi disse che la denuncia non l’avrebbe comunque scritta perchè per truffe del genere non si poteva fare nulla. Sconcertato dissi che da quel numero di operazione si poteva chiedere a CartaSì di farsi fornire gli estremi della banca interessata e quindi risalire al correntista che aveva incassato i soldi (ovvio...). Il metodo investigativo era piuttosto banale ma non ne volle sapere di continuare a scrivere...
    Cercando di mantenere la calma (anche se stavo scoppiando) replicai che potevano anche non farla l’indagine ma che io avevo comunque bisogno del documento di denuncia per richiedere il rimborso altrimenti avrei perso definitivamente 350 euro.
    Mi dispiace, rispose lui. “Se io accettassi questa denuncia andrei a riempire di ulteriori pratiche i tribunali che già non ce la fanno così".
    Insomma... io dovevo rinunciare a recuperare 350 euro che mi erano stati rubati perchè altrimenti la mia pratica avrebbe intasato i tribunali... bella risposta da dare ad un cittadino dalla fedina penale immacolata così come quella della sua intera famiglia e di tutti i suoi parenti...
    Non ci proprio nulla da fare. Denuncia contro ignoti non accettata, rinuncia forzata al rimborso e solita sensazione di impotenza, svilimento e totale sfiducia verso la giustizia.

    Ovviamente il boccone non mi andò giù e raccontai la mia storia ad un amico avvocato che sorpreso più di me dall’accaduto mi aiutò personalmente. Scrivemmo una lettera ufficiale che lui stesso presentò in tribunale. Il tribunale la timbrò e così ebbi nell’arco di poche ore il documento ufficiale da spedire al fax di CartaSì. Nel tempo di 7-8 giorni lavorativi mi vidi ritornare i soldi tramite bonifico e la faccenda si risolse definitivamente.

    Laddove la prassi mi avrebbe agevolmente aiutato nel recupero dei soldi, le forze dell’ordine, teoricamente al servizio del cittadino, erano riuscite a mettermi i bastoni tra le ruote.
    Sbaglio se continuo a pensare che questo è il paese dei balocchi per i truffatori?
    7 Agosto 2008 alle 17:25:55 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
    Blog: SignorTubulo | Link diretto a questo articolo
    Articolo: Denuncia! Denuncia!! Denuncia!!!

    Truffato su Ebay
    In seguito alla denuncia viene fermato il truffatore. Tutto risolto? Nemmeno per sogno...
    25 ore di viaggio per una udienza annullata in 5 minuti, conviene veramente denunciare le piccole truffe? Leggendo sul forum di Ebay le esperienze di utenti truffati mi sono imbattuto nella storia particolarmente significativa di un ebayer dal nick “maglianese” i cui messaggi sono disponibili al link http://forums.ebay.it/thread.jspa?threadID=600099206. La sua vicenda è talmente incredibile che voglio sperare sia un caso isolato, tuttavia è bene tenere conto delle disavventure che possono capitare ad un onesto cittadino in cerca di giustizia.

    Riassumo gli eventi:
    L’utente “maglianese” acquista un oggetto su ebay per circa 400 euro, paga con vaglia ordinario ma si accorge in seguito di essere stato protagonista di una truffa. Denuncia immediatamente il fatto ed il truffatore viene rintracciato perchè si reca personalmente a ritirare il vaglia postale.
    In seguito alla denuncia ed al fermo del truffatore arriva la convocazione per la testimonianza che è fissata alle ore 9.00 di Venerdì 11 Luglio 2008 al tribunale di Nocera Inferiore che dista 838 Km dall’abitazione di “maglianese”...
    Nonostante la distanza e le difficoltà oggettive di trovare tempo e modo di recarsi in tribunale, il denunciante prende una giornata di ferie e viaggia l’intera nottata precedente all’udienza per arrivare in orario. Arriva effettivamente in orario ma lo chiamano in aula non alle 9.00 ma alle 14.50! Dopo 5 grotteschi minuti viene tutto rinviato al 17 Novembre perchè all’imputato non era stato notificato l’ordine di comparizione in tempo utile! Clamoroso!
    maglianese” si fa preparare l’attestato di presenza per aver diritto al rimborso delle spese di viaggio ma non appena si reca all’ufficio preposto gli dicono che l’impiegato ha chiuso i battenti alle 14.55. La richiesta deve quindi essere rimandata al lunedì successivo. Il povero sventurato getta la spugna (sarebbe dovuto rimanere pure il weekend per poter chiedere il rimborso) e torna a casa sconsolato.

    Facciamo 2 conti:
    Tra andata e ritorno “maglianese” ha speso 250 euro, viaggiato per circa 25 ore in seconda classe con trenitalia (esperienza che stresserebbe anche un monaco tibetano) e perso una giornata di lavoro. Cos'ha ottenuto?

    *attesa di quasi 6 ore in un corridoio
    *udienza annullata in 5 minuti
    *nuova convocazione a 4 mesi
    *nessun rimborso per il viaggio

    Il tutto per tentare di recuperare 400 euro...
    Se vi capitasse un’esperienza simile consigliereste ai vostri amici di denunciare una truffa in caso di cifre relativamente contenute?
    6 Agosto 2008 alle 14:45:22 | Leggi i commenti o commenta l'articolo »
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    Articolo: Truffato su Ebay

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