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Ai Musei di San Domenico l'umana bellezza: Melozzo da Forlì
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MELOZZO DA FORLI' L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffello Forlì, Musei di San Domenico 29 gennaio - 12 giugno 2011 vai »

Morandi: tutto il Paesaggio alla Fondazione Ferrero
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Ed Templeton Il Cimitero della Ragione al MAN di Nuoro
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ED TEMPLETON. Il Cimitero della Ragione 29 luglio - 3 ottobre 2010 Nuoro, MAN vai »

Con Chardin nella Ferrara magica
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CHARDIN Il pittore del silenzio Ferrara, Palazzo dei Diamanti 17/10/10 - 30/01/11 Madrid, Museo Nacional del Prado 28/02/11 - 29/05/11 vai »

Fiabe a ritmo di Samba: i colori del Brasile a Sarmede
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Al via la dodicesima edizione di Corposamente
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I n    P r i m o    P i a n o :  
Benetton e Follina al Padiglione Venezia
Toni Benetton, Townscapes Toni Follina, (Un)Changing Community 29 agosto - 21 novembre 2010


Il Padiglione Venezia ai Giardini ospita, in occasione della 12^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, un doppio omaggio "veneto": ad un scultore, Toni Benetton, e ad un architetto, Toni Follina. Ne sono curatori Carlo Sala e Nico Stringa. A promuoverlo sono la Regione del Veneto e il Comitato per il Centenario di Toni Benetton.

A tutta prima potrebbe apparire per lo meno curioso che sia una Biennale di Architettura ad ospitare un omaggio ad uno dei maggiori scultori veneti e italiani del Novecento, Toni Benetton, appunto, nel centenario della sua nascita. Doppiamente curioso: perché scultore e perché artista deceduto da tempo.
In realtà non c'è alcuna contraddizione: del grande maestro veneto viene qui proposta una visione del tutto peculiare, di scultore - urbanista, in largo anticipo rispetto a tematiche oggi finalmente dibattute ed acquisite. I Townscapes ideati da Benetton già a partire dagli anni Settanta, e ora riproposte alla Biennale, fanno dell'opera d'arte il fulcro, lo strumento primo per assicurare unitarietà e dignità, tramite appunto l'arte, a luoghi periferici e ad architetture di scarso o nullo pregio. E tutto questo molto prima che questi temi fossero all'ordine del giorno di architetti ed urbanisti.
L'esplicarsi del rapporto fra arte e architettura, insito nella ricerca di Benetton, è ancora in parte inedito per la critica. A esordio della mostra, nella zona verde antistante il Padiglione Venezia accoglie "Vivibile", un'opera di Benetton che anticipa le tematiche trattate nel percorso espositivo.

La riflessione sul tema di Toni Benetton ha inizio con il filone delle "linee generatrici" degli anni Settanta, composto da grandi opere in acciaio corten concepite per attribuire nuovi significati alle aree urbane. A questo si è innescato successivamente il ciclo di ideazioni, mai realizzate, denominate Townscapes.

Proprio a questo tema è dedicato il Padiglione, in un percorso che propone elaborati progettuali e plastici, mostrando una visuale completa sulla ricerca compiuta sugli undici progetti di Towscapes.

Nell'idea dell'artista, dovevano essere opere, in metallo verniciato, concepite non tanto per essere un semplice prodotto scultoreo e autosufficiente nel tessuto urbano, bensì per divenire vere e proprie strutture da attraversare come porte o da frequentare per una sosta, secondo criteri di relazionalità.
Solidi geometrici, atti a mettere in dialogo fra loro gli edifici circostanti in modo tale da rendere possibile il superamento della sintassi urbanistica fondata sulla mera giustapposizione dei volumi costruiti.
Una riflessione che porta all'instaurarsi di una connessione nuova fra le parti, capace tra l'altro di generare un contesto di senso per l'esperienza sociale quotidiana, quindi una prospettiva che avvicina l'arte, l'architettura ed i luoghi alla percezione delle persone.

Se si tiene conto della propensione da parte delle archistars a creare grandi icone nelle metropoli senza porsi problemi di tipo funzionalista e sociale, è lecito affermare che Benetton offre una lezione attualissima, seguendo la prospettiva della reinvenzione del paesaggio costruito.

Negli anni Ottanta, periodo in cui venivano concepiti i Townscapes, un significativo contributo alla ricerca architettonica italiana è stato dato da Toni Follina, autore che con Benetton ha condiviso il medesimo clima culturale e nel cui lavoro si possono rinvenire delle riflessioni affini, pur partendo da una matrice espressiva differente.
Nel 2009 è stato inaugurato uno dei progetti più caratterizzanti la ricerca di Follina, il recupero del Sant'Artemio di Treviso - un ex-manicomio, riconvertito a sede istituzionale dell'ente Provincia - articolato in padiglioni immersi nel verde di un parco monumentale.
A questo articolato intervento, che ha ricevuto prestigiosi premi e menzioni internazionali, è dedicato una parte del Padiglione Venezia con l'esposizione di plastici e fotografie. In questo lavoro lo spettatore può ritrovare alcuni degli elementi che caratterizzano la matrice architettonica di Follina.

Il complesso, che possiede la stratificazione di un secolo di storia, ha mantenuto la morfologia esterna dei corpi di fabbrica esistenti. Nuovi volumi sono stati poi organicamente interconnessi con passerelle sopraelevate e ulteriormente integrati, nei versanti a nord, con espansioni caratterizzate da tecnologie avanzate studiate per garantire la leggibilità della parte storica e del parco rispetto al nuovo.

Un mix fra codici costruttivi storicizzati e linguaggi architettonici della contemporaneità, per un intervento che integra in se stesso anche componenti urbanistiche e ambientali, nonché una chiara vocazione a una fruizione pubblica che va oltre la dimensione amministrativa e ne fa uno spazio per la cittadinanza, in cui la persona con le sue esigenze assume un ruolo fondamentale in rapporto con il luogo.

A completare il percorso, due video. Uno dedicato a Toni Benetton e uno a Toni Follina. Per il primo, frammenti di repertorio provenienti dall'archivio del museo dedicato all'artista, mostreranno l'autore mentre lavora con di sottofondo la narrazione dei Towscapes. Nel secondo, scorreranno immagini del Sant'Artemio, ed a corredo alcun riflessioni circa l'estetica costruttiva di Toni Follina.


 | Scritto da: GrissinoReloaded | 
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Si avvicina il Premio giornalistico Parchi del Veneto 2010
Premio Parchi del Veneto Prima edizione: 8/9 ottobre 2010 Parco Regionale del Delta del Po - Ca' Vendramin - Taglio di Po (RO)


La Regione del Veneto bandisce, in collaborazione con il Parco Delta del Po, il Premio giornalistico Parchi del Veneto 2010.
Obiettivo del Premio è, come recita il Bando, "la conoscenza e la valorizzazione dei Parchi del Veneto (Parco Naturale Regionale delle Dolomiti D'Ampezzo, Parco Naturale Regionale della Lessinia, Parco Regionale dei Colli Euganei, Parco Regionale del Fiume Sile, Parco Regionale del Delta del Po e Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi) e, più in generale, lo stimolo ad una più attiva coscienza ambientale e ad una cultura della promozione, nel rispetto del territorio e delle sue peculiarità ambientali".
Potranno concorrere al Premio gli autori di servizi pubblicati dai media scritti, radio-telediffusi e online sui temi in concorso purché pubblicati o diffusi nell'anno solare precedente a quello della pubblicazione del presente bando e entro i primi sei mesi dell'anno in corso. Per questa prima edizione il periodo di pubblicazione/diffusione è quello intercorrente dal primo gennaio 2009 al 30 giugno 2010. Scadenza fissata per far pervenire articoli e servizi in concorso: il 10 settembre 2010.
Il Premio per la stampa 2010 sarà assegnato, con giudizio insindacabile, da una Giuria nominata dalla Regione del Veneto e composta da:
un rappresentante della Regione del Veneto, un rappresentate dell'Ente Parco Regionale del Delta del Po (ente ospitante dell'edizione 2010) e da tre membri tecnici (Marco Berchi, direttore del mensile del Touring Club Italiano "Qui Touring", Marco Hagge, giornalista RAI, Francesco Petretti, collaboratore scientifico di "Geo & Geo").
Il Premio è unico e consiste nel conferimento di una targa di riconoscimento e nell'ospitalità, per una settimana, presso strutture dell'area del Parco del Delta del Po, per approfondire la conoscenza del parco e promuoverne le peculiari caratteristiche ambientali.
A giudizio della Giuria, potranno essere assegnati anche eventuali premi speciali, nel numero massimo di tre. Anche nel caso degli insigniti del premio speciale vale il riconoscimento di una unica titolarità del servizio/articolo, a discrezione dei partecipanti al concorso, come indicato nella scheda di partecipazione.
Il Bando ufficiale del Premio e la Scheda di partecipazione si possono scaricare dal sito Parchi del Veneto all'indirizzo www.parchiveneto.it).
La cerimonia di premiazione si svolgerà nel Parco del Delta del Po il giorno 9 ottobre 2010.

Per informazioni:
Regione del Veneto - Direzione Regionale Enti Locali (entilocali@regione.veneto.it, tel. 041 2795914

Studio Esseci di Padova (incaricato delle attività di comunicazione del Premio Parchi del Veneto 2010): tel. 049.663499, gestione2@studioesseci.net
 | Scritto da: GrissinoReloaded | 
 | http://www.guidautile.com/blog/GrissinoReloaded/articolo.asp?ID=377 |
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Jim Goldberg: a Pordenone la prima grande monografica italiana
Jim Goldberg Pordenone, PARCO, Pordenone ARte COntemporanea, Galleria Arte Moderna e Contemporanea Pordenone A. Pizzinato, 6 novembre 2010 - 30 gennaio 2011


La prima grande monografica italiana su Jim Goldberg, fotografo statunitense della Magnum, recente vincitore del Premio Cartier Bresson, inaugura a Pordenone una delle due sedi che andranno a costituire la nuova Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone "A. Pizzinato", denominazione che si condenserà nella sigla PARCO, Pordenone ARte COntemporanea. Lo spazio in questione è opera di Thomas Herzog che qui ha voluto realizzare un modello di recupero di edifici storici secondo criteri di assoluta ecocompatibilità, creando uno spazio che compenetra armonia e funzionalità ad un forte significato ambientale. Uno spazio interno alla città e alla sua quotidianità e che si integrerà alla sede principale di PARCO, edificio che a sua volta sarà inaugurato da una retrospettiva dedicata a Corrado Cagli.
La mostra è una produzione Comune di Pordenone, Assessorato alla cultura e MagnumPhotos di Parigi e gode del patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano.

Goldberg, a tutta prima, potrebbe apparire come un Giano bifronte. Da un lato è da tempo impegnato in una indagine, dura, senza alcuna concessione estetizzante, sulle condizioni di violenza e marginalità, che si esprimono nelle periferie o nelle realtà sociali complesse della sua America, ma anche in altre parti del pianeta. Dall'alto crea suggestioni che Dolce & Gabbana, come molte riviste di fashion, scelgono per le proprie campagne di comunicazione nella moda.

La mostra pordenonese - curata da Valerie Fougeirol e Marco Minuz - evidenzia come questi filoni di ricerca risultino antiteci solo in apparenza. Entrambi infatti conducono ad una unica, complessa ricerca sui mutamenti sociali che coinvolgono tutti gli stati e gli ambienti delle società contemporanee, si tratti di popolazioni decimate dall'Aids nel centro Africa che di giovani e giovanissime dell'upper class made in US alla ricerca di una difficile identità da adulti.

Dal 6 novembre al 30 gennaio, questa spazio riunirà oltre 300 foto, video, oggetti, testi, per condensare tutte le principali tappe della carriera artistica di Goldberg. Proprio dalla ricomposizione di una produzione che in altre mostre è stata "tematizzata" e quindi parcellizzata si ha la percezione dell'originalità, complessità e forza della ricerca che il grande fotografo ha compiuto e che continua ad approfondire.

Goldberg ha iniziato ad esplorare metodi narrativi sperimentali e le annesse potenzialità della combinazione fra immagini e parole con il suo lavoro "Rich and Poor", progetto sviluppato fra il 1977 e il 1985, forte ed incisiva raffigurazione della contemporaneità americana; nel progetto Goldberg accostò immagini di persone in condizioni disagiate con immagini di persone dell'alta borghesia della costa occidentale americana, inseriti nelle loro eleganti dimore. Un progetto dal forte impatto emotivo, dove le foto venivano arricchite da testi-annotazioni delle stesse persone fotografate che trascrivevano le loro aspirazioni, percezioni e illusioni nella carta della foto stessa. Un progetto che mirava ad investigare la natura americana dei miti relativi alle classi sociali, al potere e alla felicità. Parte del progetto "Rich and Poor", che si compone di 25 stampe fotografiche dove le immagini si combinano ai testi presenti in esse, fu esposto per la prima volta nel 1984 presso il Moma, Museum of Modern Art di New York nella mostra "Three Americans" e l'anno seguente venne pubblicato dalla casa editrice Random House. Una nuova edizione di tale progetto è in corso di preparazione ad opera della casa editrice Steidl.
Il progetto successivo, "Raised by Wolves", vede Goldberg lavorare a stretto contatto con le vicende umane e i problemi di una giovane ragazza scappata di casa che vive la dura realtà degli "outsider" del mito americano nelle strade delle città di San Francisco e Los Angeles. Jim Goldberg fra il 1987 e il 1993 si occupa di documentare fotograficamente ed intervistare nelle strade della California le tematiche adolescenziali di questi ragazzi disagiati, le vicende dei loro operatori sanitari che li assistono e della polizia. Questo lavoro permette di rendere perfettamente la reale dimensione della straziante vita delle strade americane e della contraddittoria cultura istituzionale che la circondava. Progetto che si compone di fotografie, video, documenti, oggetti e testi scritti a mano, in grado di ricreare una specie di perfetta ambientazione della difficile vita di questi ragazzi. Ma contemporaneamente risulta essere un toccante lavoro sul complesso e contraddittorio periodo dell'adolescenza, nello specifico negli Stati Uniti d'America; un periodo ricco di insidie in particolare le droghe, la violenza e lo sfruttamento, ma anche con disperata necessità di felicità.
Il progetto "Open See" documenta l'esperienza delle persone che sfuggono da realtà in guerra, da violenze, oppressioni, povertà e realtà devastate dal problema dell'AIDS, per cercare di raggiungere l'Europa e ricrearsi una nuova vita. Originari dall'Africa, dall'Asia, dalle Est Europa e dal Medio Oriente, questi "nuovi europei" sono testimoni di violenze e brutalità ma anche di nuovi orizzonti da conquistare.

Storie di violenza e speranza raccontate da Goldberg con misura, senza ricerche di inutili coloriture. Storie che sono gli stessi protagonista a raccontarci, con i propri volti e con le riflessioni che li accompagnano.
Un documentario sul lavoro di Jim Goldberg, con numerose interviste, accompagna le immagini in mostra.

Parallelamente alla mostra su Jim Goldberg, durante il periodo d'apertura, saranno proposte conferenze, workshop, incontri con importanti figure del mondo dell'arte contemporanea.

"Jim Goldberg". Pordenone, PARCO, Pordenone ARte COntemporanea, Galleria Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone "Armando Pizzinato (via Bertossi ), 6 novembre 2010 - 30 gennaio 2011. Mostra promossa ed organizzata dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura in collaborazione con Magnus Photos. Patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano. A cura di Valerie Fougeirol e Marco Minuz. Presente catalogo di mostra.
Ingresso: gratuito

Ufficio Stampa: Ufficio Stampa del Comune di Pordenone
tel. 0434.392485 ufficio.stampa@comune.pordenone.it
 | Scritto da: GrissinoReloaded | 
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  S i    è    p a r l a t o    d i :  
Carmela/Carmen e la lista delle Iene
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Il morbo della notorietà che peggiora la già squallida essenza di alcuni protagonisti del Grande Fratello vai »

Zelig, comici che non fanno ridere
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Comicità vecchia, personaggi mediocri (la Ricotta) e massacro di vecchie glorie vai »

Voglia di far vita da casalinga saltami addosso
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Aspirapolvere kirby
articolo di: SignorTubulo
I colloqui di lavoro ed i trucchetti da imbonitori... vai »

Aspirapolvere kirby
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La confusione mentale creata ad arte per illudere i venditori (prima degli acquirenti) vai »

Viva il TG1
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Bart è investito da un auto
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Grattachecca, Fichetto e Marge
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Maggie guarda i cartoni e diventa violenta, Marge in rivolta contro la TV vai »

Minigolf Kid
articolo di: Simpson
La scommessa di Homer e Flanders: chi è più bravo a minigolf tra Bart e Todd? vai »

Bart sfida la festa del ringraziamento
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Bart distrugge un prezioso centrotavola di Lisa e rovina la festa del ringraziamento! vai »

Bart lo spericolato
articolo di: Simpson
Bart decide di saltare con lo skateboard la gola di Springfield vai »

Homer il ballerino
articolo di: Simpson
Homer Danzerino diventa la mascotte degli Isotopi, successivamente viene chiamato a ballare a Capital City vai »

La paura fa novanta
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La casa infestata dagli spiriti, il rapimento alieno, il corvo di Edgar Allan Poe vai »

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