Recensione del Film 28 Giorni Dopo:
Film che appartiene alla categoria dei poco reclamizzati che si fanno strada
con il passaparola degli amanti del cinema, fino a diventare nel loro piccolo dei "cult" del
genere.
Il genere horror apocalittico, per la precisione, con il classico tema già affrontato in tante pellicole,
quello del virus che sfugge al controllo del governo(britannico in questo caso) e crea una razza di uomini
in preda all'istinto omicida, che travolge tutto e tutti in soli 28 giorni, e rende Londra una città
fantasma in cui si aggirano gruppi di sopravvissuti che tentano con ogni mezzo di fuggire a quell'orrore.
Il protagonista è un giovane risvegliatosi dal coma, che si ritrova in una città divisa tra infetti e
sani, che si aggira per le vie desolate e desolanti della città in cerca di aiuto e di altri sopravvissuti,
in preda alla disperazione.
Ed è proprio qui che sta l'originalità e la sorpresa nel film di Danny Boyle (già autore del famigerato Trainspotting).
Un film abile nel mostrare e non mostrare gli orrori, nel farli innanzitutto percepire piuttosto che
sbatterli in faccia allo spettatore, come avviene in in altre pellicole sul tema abbondanti di scene pulp.
Il regista segue la regola secondo cui quanto meno vediamo di ciò che fa paura, tantopiù la nostra fantasia
galoppa e veniamo terrorizzati.
L'angoscia dello spettatore alla fine nasce proprio nel vedere questo ragazzo smarrito piuttosto che
dal raccapriccio nel guardare i volti trasfigurati degli infetti.
La storia mostra invece qualche pecca di troppo nella sua parte centrale, quando i sopravvissuti si
ritroveranno paradossalmente a dover fronteggiare un pericolo ben maggiore di quello portato dagli zombies, ossia
la convivenza con uno sparuto gruppo di militari deciso a tutto pur di sopravvivere.
Gli attori sono tutti o quasi nomi poco conosciuti al grande pubblico, per lo meno a quello italiano.
Cillian Murphy (il protagonista principale) Naomi Harris, Megan Burns, e Brendan Gleeson riescono
comunque con bravura a creare le giuste atmosfere per quello che può essere definito a ragione uno degli eredi meglio
riusciti di quel capolavoro targato Romero che è La notte dei morti viventi.
(nell'immagine in alto la locandina del film 28 giorni dopo)
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