Recensione Film: Good Night and Good Luck.
Presentato con grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2004, nonostante la mancata assegnazione di quello che sarebbe stato un meritatissimo Leone d'Oro, Good Night and Good Luck è la seconda pellicola diretta da George Clooney, dopo il già apprezzato Confessioni di una mente pericolosa. Un film girato totalmente in bianco e nero per essere fedeli al dovere di cronaca, e dedicato alla memoria del papà dell'attore, conduttore di notiziari per 30 anni, cerca di far luce su uno dei periodi più bui della storia americana, il cosiddetto Maccartismo.
Siamo nel 1953. Edward R. Murrow (David Strathairn) conduce alla CBS il popolare programma giornalistico "See it now" e il talk show "Person to Person". Al suo fianco una redazione di astri nascenti del giornalismo americano e il produttore Fred Friendly (George Clooney) a caccia di storie da raccontare. Tra queste, la vicenda di un pilota della marina, Milo Radulovich, radiato senza processo perché sospettato di attività antiamericane. Murrow crede che il senatore del Wisconsin Joseph McCarthy (da cui “maccartismo”), sia responsabile del licenziamento del pilota. Decide di condurre un’inchiesta che manderà in onda attirandosi l’accusa di essere comunista. Clooney riesce a descrivere alla perfezione, nel suo film, quel periodo, quella caccia alle streghe, quel clima di intimidazioni e di persecuzione non solo politica, ma sociale, quotidiana, in cui si viveva allora.
Non si può parlare di ritmo in Good Night and Good Luck, la trama non ha colpi di scena, il peso delle parole supera di gran lunga quello di ogni singolo fotogramma. E' un insegnamento. Un insegnamento sulla libertà e sulla società, una lezione che varrebbe la pena imparare, assimilare per metterla a confronto con la nostra realtà. Il tema delle libertà civili e individuali di fronte alle campagne politiche montate dalla destra. Allora gli Stati Uniti seppero reagire, anche se una intera generazione di giornalisti, scrittori, sceneggiatori ne restò per sempre segnata(tra questi anche il grande Charlie Chaplin). Molti persero comunque il posto, diversi i suicidi. Ad Hollywood capo degli artisti "anticomunisti" era Ronald Reagan che iniziò proprio allora il suo percorso politico. Si denunciavano i propri amici, i propri colleghi, tutto era ammesso in nome dell’ "anticomunismo". Molti pensano che gli Stati Uniti abbiano perso allora la propria innocenza.
La scelta di girare il film quasi interamente all'interno della redazione della CBS ne fa un prodotto originale anche dal punto di vista estetico, se non bastasse la validità del tema trattato. Il maccartismo è da sempre uno degli argomenti meno trattati dal cinema hollywoodiano da sempre. George Clooney ha quindi osato molto, l'inquisizione mediatica a scopo politico e non, è un tema sempre spaventosamente in voga, ma è riuscito a regalare al pubblico attento un prodotto eccezionale. I movimenti di macchina e le scelte di regia sono davvero ottime: utilizzo serrato di primissimi piani sul protagonista, anche la scelta del bianco e nero, oltre ad essere molto affascinante, è perfettamente logica e contribuisce a lenire le differenze tra pellicola girata e filmati d'epoca, stupendamente intersecati fino quasi a rendere "vivo" MacCarthy.
Il tutto girato con un taglio documentaristico che ricorda a tratti il bellissimo “JFK” di Oliver Stone.
Un tema quindi quanto mai attuale, anche se fa un po' pensare il fatto che il grido d'allarme parta proprio da un divo di Hollywood ma vista l'importanza della posta in palio, ben venga il cinema "educativo" capace di far riflettere.
Lo stesso George Clooney nelle varie conferenze stampa di presentazione per il film a Venezia ha più volte dichiarato:
«Non sono una star e non m’importa esserlo. In America i miei film, a parte alcune eccezioni, sono andati male, persino quelli in cui credevo di più, come Three Kings, Solaris e Confessioni di una mente pericolosa, con cui ho debuttato alla regia. Tuttavia, stranamente, godo del privilegio di poter fare cose in cui credo e Good Night and Good Luck è una storia che sognavo da tempo e che volevo realizzare con tutto me stesso. Per ciò che riguarda l’etichetta di sex symbol, invece, mi piacerebbe che per una volta non mi venisse chiesto se sono di nuovo fidanzato, se ho appena lasciato una compagna, se sono orgoglioso di essere stato eletto (ormai alcuni anni fa) uomo più sexy del mondo. Vorrei che si giudicassero i miei film, le mie storie, prima di ogni altra cosa".
Come dire, stavolta è stato accontentato, Good Night and Good Luck ha conquistato critica e pubblico.
(nell'immagine in alto la locandina del film Good Night and Good Luck)
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