Recensione del film Il favoloso mondo di Amelie
Ammetto di partire sempre un pò prevenuta quando si parla di film francesi, perchè non amo in modo particolare quel
loro modo, quasi snob, di fare cinema, le loro storie sempre un pò troppo provinciali (ai limiti dello sciovinismo tante volte) con interpreti quasi mai all'altezza e sopravvalutati (il più delle volte infatti apprezzati quasi esclusivamente in patria) e il più delle volte totale assenza di uno degli elementi per me fondamentali per la riuscita di un bel film, la musica. Sono quindi pochissimi i film transalpini che mi hanno fatta palpitare e convinta fino in fondo.
Il favoloso mondo di Amelie è stato però una rivelazione.
Un film diretto con bravura da Pierre Jeunet (già autore dell'originale Delikatessen )che ha una sua poeticità
nel raccontare i particolari, la loro quotidianeità e perchè no banalità.
Senza però mai essere banale, ma neppure troppo impegnato, leggero pur avendo come uno suoi temi principali un argomento
delicato come la solitudine umana. Un film infine sull'amore, ma l'amore puro, non volgare, una sorta di amore platonico.
Audrey Tautou è Amelie Poulain, una ragazzina che vive un'esistenza un pò solitaria fin da piccola.
A causa di un presunto problema cardiaco diagnosticato dal padre medico le viene impedito di frequentare una normale scuola e di crescere coi suoi coetanei; in realtà il suo cuore si agita solamente in presenza del freddo padre, che la trascura per gran parte del tempo, e che poi le provoca forti emozioni quando saltuariamente si interessa a lei.
Dopo la morte di sua madre, Amelie si trasferisce a vivere da sola a Parigi (una Parigi in stile musical americano alla Gene Kelly) ed inizia a lavorare in una bar che è in realtà un piccolo microcosmo tutto particolare con colleghi e clienti a dir poco surreali. Un pò come surreale e bizzarra appare la vita privata della stessa Amelie, che non avendone una particolarmente emozionante, si interessa principalmente a quella degli altri.
Si erge a paladina degli infelici, un misto tra una fatina e Zorro, ed è complice della nascita dell'amore della tabaccaia che lavora nel suo stesso bar con uno dei clienti fissi, aiuta anche con metodi poco ortodossi il garzone dell'odioso fruttivendolo del suo quartiere, riesce a riconsegnare a degli sconosciuti i loro oggetti più cari, dapprima riportando all'uomo che aveva vissuto nel suo appartamento prima di lei una scatola di oggetti e ricordi dell'infanzia; in seguito a ridare ad uno strambo personaggio incontrato nell'atrio di una stazione l'album in cui collezionava le foto-tessera che i clienti di una macchinetta gettavano via nella spazzatura. Ed è proprio quest'ultimo, Nino (Mathieu Kassovitz) uno strampalato impiegato che si guadagna da vivere in un porno shop e al lunapark, l'uomo di cui Amelie s'innamorerà.
I pregi de Il Favoloso mondo di Amelie sono soprattutto la sua leggerezza, e la caratterizzazione dei personaggi,
a partire ovviamente dalla bravissima protagonista fino a tutti gli altri che compongono quel suo magico mondo fatto di
gnomi da giardino che scompaiono misteriosamente e poi viaggiano per il mondo, di fototessere parlanti, di piccoli grandi piaceri come immergere la mano in un sacco di legumi o spaccare la crosticina di una creme brulée con la punta del
cucchiaino, di quadri che si animano, di sassi da far rimbalzare sull'acqua del Canal Saint Martin, di commessi maltrattati ma artisti nell'anima e di pittori filosoficamente impegnati a darle consigli amorosi.
Molto bella la scena dell'incontro dei due giovani, così come l'uso degli effetti speciali presenti in tutto il film.
Effetti speciali del tutto particolari, assolutamente complementari alla storia e agli scenari che fanno da sfondo, così diversi da quelli che siamo normalmente abituati a vedere in tante pellicole americane. E nota di merito anche per la colonna sonora composta con le musiche
Perfetta come detto l'interprete principale, l'esordiente Audrey Tautou, che con i suoi occhi neri da cerbiatta sgranati, la sua frangetta corta e il suo disarmante sorriso colpisce al cuore lo spettatore e resta nell'immaginario, diventando un fenomeno di costume, tanto è vero che all'epoca dell'uscita del film nelle sale le principali riviste di moda francesi invitavano le ragazze ad adottare il suo stile tutto particolare nel vestirsi.
Una deliziosa fiaba moderna, che parla al cuore e lo riempie di leggerezza senza tralasciare riflessioni
sull'egoismo e sulla difficoltà di amare, e che ha conquistato gli spettatori di tutto il mondo.
(nell'immagine in alto la locandina del film Il favoloso mondo di Amelie)
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