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La Tigre e la Neve

Film con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi e Jean Reno

A 3 anni da Pinocchio, Roberto Benigni torna che la "Tigre e la Neve". Leggi la recensione completa di questo film.

Recensione Film: La tigre e la neve

A tre anni da quello schifo di film che fu Pinocchio, il grande Roberto Benigni torna con questo La tigre e la neve.
Ero indecisa se andare o meno a vedere questo film al cinema, anche perchè la delusione per quello suo precedente era stata appunto fortissima, e persino nelle sue più recenti performance televisive il Benignaccio nazionale mi era parso un pochino sotto tono (troppa politica, troppo ahimè Dante Alighieri in contesti in cui c'entrava poco, e forse anche troppa gloria dopo il comunque meritato Oscar di La vita à bella). Ero inoltre fermamente convinta che un tema di tragica attualità come l'ormai infinita guerra in Iraq meritasse approfondite analisi e informazione obiettiva sugli orrori che si continuano a perpetrare in quel paese martoriato da americani e ahimè anche dai nostri soldati, piuttosto che vederlo utilizzato come sfondo di un film si di denuncia ma tutto sommato improntato più che altro su una storia d'amore, seppur drammatica.
La visione di La tigre e la neve ha poi confermato quasi tutte le mie convinzioni precedenti.
Attilio (Roberto Benigni) è un poeta e docente di poesia in una università per stranieri a Roma. Ogni notte sogna di sposare la donna della sua vita, Vittoria, che nella realtà lo sfugge di continuo. E' un uomo che sembra vivere in una realtà tutta sua, una sorta di dimensione parallela in cui i sogni, l'amore e appunto la poesia sono le cose più importanti, nonostante sia separato dalla moglie e con le due figlie a carico.
Anche Vittoria (Nicoletta Braschi) si occupa di letteratura e quando parte per un’intervista al più importante poeta iracheno rientrato in patria in prossimità della guerra, viene gravemente ferita. Attilio non ci pensa due volte e pur di raggiungerla e salvarla parte per l'Iraq mischiandosi ai medici della Croce Rossa. Non ci saranno ostacoli che potranno fermarlo nel tentativo di farla sopravvivere: posti di blocco angloamericani, mancanza di medicinali, mine, orrori della guerra ed altro ancora. Come detto quindi La tigre e la neve narra innanzitutto una grande storia d'amore, e per certi versi il personaggio di Attilio ricalca molto quello interpretato da Roberto benigni ne La vita è bella, è quindi chiaro il tentativo dell'attore e degli sceneggiatori di ricalcare l'enorme successo mondiale ottenuto con quel capolavoro.
Intento solo per parzialmente riuscito, secondo me, nonostante la storia d'amore di Attilio e Vittoria appassioni e commuova quanto quella dei due sposi tragicamente separati dagli orrori del Nazismo della La vita è bella.
Ci sono le immancabili gag dell'attore toscano, che divertono come sempre, ma il punto debole della film è l'aver ambientato la storia nell'Iraq, relegando quanto accade in quel paese a semplice scenario di contorno.

Le scene più belle del film non a caso sono quelle in cui Attilio si ritrova in una zona della città insieme al suo amico Fouad (il bravo attore francese Jean Reno, l'indimenticabile interprete di Leon di Luc Besson) a guardare un immenso cielo scuro punteggiato dalla brillante luce delle stelle, cercando in tutti i modi di dimenticare la guerra, l'odio e le violenze, mentre però in lontananza il brillio delle bombe illumina sinistramente il cielo di Bagdad.

La morale del film è ancora una volta chiara, affrontare la vita con un pò di poesia, quasi con gli occhi di un bambino, per tentare di superare le tragedie del mondo. Ok, ci può stare, ma alla fine si resta con un pò di amaro in bocca. Insomma, perchè ambientare la storia in uno scenario come l'Iraq se l'unica velleità pacifista è affidata ad una bandiera della pace?
Le critiche al film sono state feroci, e per alcuni versi anche ingiuste, perchè gli aspetti positivi comunque non mancano. Va dato atto a Benigni di aver lasciato trasparire ciò che pensa, senza dare giudizi, senza prese di posizione, senza schierarsi da una parte o dall'altra. Resta da capire se la cosa sia però da considerarsi un merito oppure no.

(nell'immagine in alto la locandina del film La Tigre e la Neve)

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