Recensione film Quando sei nato non puoi più nasconderti.
Quando ho capito che il tema principale del nuovo lavoro di Marco Tullio Giordana era l'immigrazione ho temuto che fosse la solita storia, che volesse essere un film su come i tanto infamati immigrati fossero in realtà capaci di buoni sentimenti, e non popolazioni
di criminali venute ad invaderci.
Infatti dopo la prima mezz'ora mi sono detta: e io che ci ho speso ben € 6,50!
Però lo sviluppo della storia mi ha posta di fronte a un interrogativo, visto che il film non finisce, nel senso che non
si capisce cosa faranno i protagonisti e quale sorte li attende: se io avessi salva la vita grazie a un perfetto farabutto,
cosa farei? Lo denuncerei? E avrei avuto il coraggio di portare via una ragazza oppressa dal suo aguzzino?
Insomma, un film che ti costringe ai classici 5 minuti di riflessione e di questi tempi non è poco!
"Quando sei nato non puoi più nasconderti" mi è piaciuto (così come mi era piaciuto, e molto, "La meglio gioventù",
il precedente e più famoso film del regista Marco Tullio Giordana).
Trovo uno dei protagonisti, Alessio Boni, molto bravo, uno che non si è accontentato tra l'altro del successo facile
ottenuto con sceneggiati e fiction Tv (Incantesimo) ma ha provato ad andare oltre. Notevole anche l'interpretazione
del giovane protagonista, Matteo Gadola, il bambino che durante una vacanza coi suoi genitori cade accidentalmente in
mare, e viene ripescato da alcuni extracomunitari che si trovano su una carretta del mare per raggiungere
le coste italiane.
Ad alcuni il film potrebbe essere parso fin troppo documentaristico, e quindi noioso, a me francamente no.
Una cosa buona di Giordana è appunto il suo volerci sempre risparmiare il buonismo e la retorica presenti in tanti altri film,
e nemmeno questa è cosa da poco. La scena del bambino in acqua poi è strepitosa! Ed è proprio tramite lui, i suoi
occhi, che il regista ci vuol far apprendere una verità che abbiamo davanti ma fatichiamo a comprendere.
La semplicità dei bambini è l'unica cosa capace di svelare la verità della realtà e la falsità degli adulti, sempre
troppo presi dalle loro cose quotidiane.
Uno dei punti di forza del film infine sono le scene girate nei centri di accoglienza, gli stessi nominati
quasi quotidianamente dai media, ma dei quali nessuno di noi conosce la drammaticità del ritrovarcisi dentro.
(nell'immagine in alto la locandina del film Quando sei nato non puoi più nasconderti)
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