Spiderman, il giovane attore Tobey McGuire nei panni dell'Uomo Ragno.
Recensione film : Spiderman è senza ombra di dubbio uno dei migliori esempi di trasposizione cinematografica di un fumetto sul grande
schermo. In questi ultimi anni sono stati infatti tanti i super eroi che si sono trasferiti dalle pagine
dei loro albi per ragazzi alla magnificenza dei kolossal made in Hollywood: in principio ci fu la saga di Superman,
l'uomo venuto dal pianeta Krypton, in seguito arrivarono i vari Batman, Wonder Woman, più recentemente Daredevil,
il gigante verde Hulk e buon ultimi i Fantastici Quattro. Il personaggio inventato nel 1962 dalla fantasia di
Stan Lee che creò l'Uomo Ragno per la solita Marvel, l'ormai famosissima casa editrice di fumetti più importante al mondo,
è quindi uno di quelli che hanno avuto maggior fortuna, sia dal punto di vista della qualità della sceneggiatura del film
sia in quello non meno importante del successo planetario al botteghino.
La storia è quella dell'adolescente Peter Parker, studente degli anni '70, assai timido e innamorato perdutamente della
bella Mary Jane Watson (interpretata dall'attrice Kirsten Dust) alla quale non riesce proprio a dichiarare il suo amore.
Peter vive coi suoi nonni un'esistenza monotona, ma la sua vita sarà completamente stravolta quando, durante una gita ad
un museo insieme alla sua scolaresca, verrà morso da un ragno ed acquisterà degli incredibili poteri che ne faranno in breve
tempo un eroe paladino del bene. Il giovane attore Tobey McGuire è assolutamente perfetto nelle vesti di Peter Parker.
Con la sua faccia da ragazzino vispo ma al tempo stesso imbranato è l'interprete ideale per rappresentare al meglio
la doppia personalità del protagonista, super eroe da un lato, timido studente dall'altro.
Gran parte del successo di Spiderman si deve proprio a lui.
E non sono certo da meno gli altri interpreti della vicenda, a cominciare dalla già citata co-protagonista femminile,
Kirsten Dust, per finire con il cattivo della situazione, quello che non può mancare in ogni fumetto che si rispetti,
sia esso rappresentato su albo o sul grande schermo. Willem Dafoe è molto bravo nei panni del malvagio e schizofrenico
Goblin, e tiene perfettamente la scena nei confronti del suo giovane antagonista.
Altro punto di forza di Spiderman sono ovviamente gli incredibili effetti speciali.
Il nostro Uomo Ragno vola vertiginosamente tra i grattacieli di Manhattan, ingaggia incredibili e coloratissimi
duelli col suo antagonista Goblin, appare e scompare all'improvviso per togliere dai guai gli onesti cittadini
newyorkesi ed ovviamente anche la sua bella amica/innamorata Mary Jane.
A tutto ciò si aggiungono la buona regia di Sam Raimi (il visionario regista di Darkman) ottime scenografie, una
sceneggiatura discreta, dialoghi per nulla banali e persino una certa caratterizzazione psicologica dei personaggi,
a cominciare ovviamente dal tormentato eroe.
Altra piacevole sorpresa arriva poi dal finale della storia. Contrariamente ai più scontati ed immancabili happy end
presenti in tantissimi film, stavolta l'avventura di Spiderman non si concluderà felicemente tra le braccia
dell'amata Mary Jane, e i due ragazzi lasceranno in sospeso la loro storia d'amore, quasi a presagire un sequel poi
puntualmente arrivato un paio di anni più tardi rispetto a questo primo capitolo, che ha riscosso gran successo ed
incassi da favola in ogni parte del mondo.
(nell'immagine in alto la locandina del film Spiderman)
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