Recensione film Terapia d'urto
Dave Buznik (Adam Sandler) è un timido impiegato di un'azienda pubblicitaria, talmente insicuro di se stesso
da non trovare neppure il coraggio per baciare in pubblico la sua bella fidanzata, nè tantomeno di far valere i suoi
diritti e farsi ascoltare in una lite scoppiata con una hostess per rivendicare il suo posto in aereo.
Ed è proprio da questa situazione che nasce l'insolita punizione che un giudice affibbierà al nostro eroe, ovvero una terapia
di 30 giorni, 24 ore su 24, in compagnia del Dr. Buddy Rydell (Jack Nicholson) ed il suo bizzarro gruppo di pazienti, per
tentare di controllare e curare i suoi presunti scatti d'ira e la sua aggressività.
I metodi utilizzati dall'eccentrico dottore, però, sono a dir poco originali, e Dave si ritroverà in tante situazioni
a metà strada tra il comico ed il paradossale, e tra le manie dei suoi compagni di terapia e le prepotenze stesse del dottore. Come se non bastasse un altro incredibile equivoco spingerà lo stesso giudice ad inasprire la pena inflitta all'uomo, fino praticamente a costringerlo ad una convivenza quasi forzata con lo psichiatra. Convivenza che si rivelerà
fonte inesauribile di comicissimi contrattempi per Dave, che esasperato dai metodi del medico, oltre che dalla paura di perdere lavoro e fidanzata, sarà messo a dura prova, fino a prendere finalmente coscienza delle sue reali potenzialità, a scrollarsi di dosso paure e timidezze, e godersi finalmente l'amore della sua dolce Linda (Marisa Tomei).
Terapia d'urto è un film ben sorretto da una discreta sceneggiatura, che scorre via piacevolmente, anche grazie alla buona
interpretazione dei tre attori protagonisti: il grandissimo Jack Nicholson, decisamente a suo agio nei panni del medico
gigione e un pò fuori di testa, il simpatico Adam Sandler con la sua comicità genuina, ed infine la dolce e tenace
Marisa Tomei, la fidanzata che ogni uomo vorrebbe accanto a sè, quella che crede ciecamente nelle virtù del compagno e sa incoraggiarlo con la fermezza necessaria, accompagnata però sempre da un irresistibile sorriso e da due occhi da tenera
cerbiatta (oltre che da qualche piccola bugia detta a fin di bene).
Efficace anche il gioco di narrazione della terapia di gruppo, programmata nei minimi particolari, e che ricorda in qualche modo il plot di "The game", il thriller di David Fincher interpretato da Michael Douglas e Sean Penn.
Molto divertenti anche i diversi "cameo" di celebri personaggi che ritroviamo nella storia, dal bizzarro compagno di sedute di Dave interpretato da John Turturro, al John McEnroe nei panni di se stesso, passando per Woody Harrelson fino a concludere con la partecipazione dell'ex sindaco di N.Y. Rudolph Giuliani.
In conclusione, Terapia d'urto è un film che ci assicura 100 minuti circa di genuino divertimento con immancabile
happy end romantico, e che continua a farci sorridere persino durante lo scorrere dei titoli di coda attraverso una serie
di gag spassose tra i due interpreti principali, John Turturro e Marisa Tomei.
Quale altra diversa terapia è migliore di una risata in fondo?
(nell'immagine in alto la locandina del film Terapia d'Urto)
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