Recensione film La ragazza dall'orecchino di perla
Una delle sorprese più liete della stagione cinematografica 2004/2005.
Tratto dal romanzo della scrittrice canadese Tracy Chevalier, è la
storia di una giovane ragazza di umili origini, Griet (Scarlett
Johansson) che, nell'Olanda del 1600 visti i problemi economici della
famiglia, deve andare a servizio come cameriera in una casa più ricca.
E la casa in questione è quella del pittore olandese Johannes
Vermeer(Colin Firth), col quale la giovane instaura subito un rapporto
speciale, fatto di sguardi, di condivisione dell'amore per l'arte, un
rapporto che sfocerà poi in un amore inespresso, tanto che alla fine
chi guarda il film non può fare a meno di chiedersi se Vermeer non si
sia innamorato della giovane e timida Griet oppure del personaggio di
uno dei suoi quadri più intensi, più sofferti.
Una ragazza a cui il pittore comunque non regala il suo amore perchè
oberato da una moglie e ben cinque figli, ma qualcosa di forse ancor
più prezioso... l'immortalità, perchè la Griet del quadro non è più una
ragazza qualunque, una serva, un 'illustre sconosciuta, bensì il
bellissimo volto di uno dei quadri più conosciuti al mondo, "La
ragazza col turbante" , attualmente conservato nel Royal Cabinet of
Paintings Mauritshuis a L'Aia. Un quadro di grande bellezza su cui
però si hanno poche certezze, sia sulla reale identità della ragazza
ritratta che sui motivi che l'hanno tenuto nascosto al mondo fino
quasi alla fine dell'800.
Tracy Chevalier ha raccontato nel suo romanzo la storia che ha
immaginato essere dietro questo dipinto dai tanti misteri, e Peter
Webber ha realizzato un bellissimo film ispirandosi alle sue pagine.
(nell'immagine in alto la locandina del film La ragazza dall'orecchino di perla)
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