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Il Lago di Pilato sormontanto dal Pizzo del Diavolo, sullo sfondo il Monte Sibilla

Da Pizzo del Diavolo al Lago di Pilato

La discesa a valle

Completare il percorso roccioso delle creste affilate, scendere a valle e arrivare al Lago di Pilato

Da Pizzo del Diavolo al Lago di Pilato

Arrivati a Pizzo del Diavolo il panorama si apre chiaramente anche sul Lago di Pilato che dall'alto appare verde smeraldo con tonalità sfumate in base alla sua profondità.
La cima, posta oltre i 2300 metri, può definirsi, a dispetto del nome, il Paradiso del fotografo tanta è la varietà e la bellezza dei panorami da riprendere: Il Lago di Pilato, il Monte Vettore, La vallata che porta a Foce, il Monte Sibilla, il Monte Argentella, Castelluccio, la provincia di Perugia, quella di Ascoli Piceno e persino le cime del Lazio.

Dalla cima è possibile farsi un un'idea ben chiara di quello che sarà il tragitto per scendere a valle e quindi verso il Lago di Pilato. Dapprima si scende, sempre camminando sulle affilate creste, fino al Rifugio Zilioli e poi si continua sul verde e ricco prato (sede di ampi pascoli) fino ai ghiaoni che porteranno direttamente, seppur con qualche difficoltà dovuta al terreno scivoloso, alla riva del lago.

La difficoltà maggiore, oltre nei ripidi ghiaioni, sta nell'attraversare 2-300 metri di cresta rocciosa che, dall'ultima cima posta sotto il Pizzo del Diavolo, continuando in discesa, portano verso il Rifugio Zilioli. Si tratta di un passaggio molto particolare perché costringe ad aiutarsi spesso anche con le mani per trovare il giusto equilibrio. In tal senso non sarebbe sbagliato fornirsi di guanti che possano aiutare nella presa. Comunque quella parte di percorso è piuttosto breve è affrontabile anche senza strumenti di supporto, l'importante è che non manchino mai buone calzature da montagna e qualche ovvia precauzione. A tal proposito è bene ricordare che gran parte delle normali calzature da ginnastica, se non di qualità ed adeguatamente rinforzate, possono rivelarsi insufficienti per percorsi di questo tipo. Non è raro vedere gente ferma perché le suole si sono letteralmente scollate dalla scarpa o perché il fondo non sufficientemente solido non garantisce l'adeguata protezione alla pianta del piede. I km sostanzialmente erbosi percorsi in precedenza possono trarre in inganno perché la roccia che si affronta alla fine è tutt'altra storia. Basta infatti mezz'ora di camminata su creste ripide e rocciose per distruggere letteralmente il fondo di normali scarpe sportive (senza contare le ovvie difficoltà di appoggio e presa a cui esse sono soggette).



Arrivare alla Capanna Ghezzi
Arrivare a Forca Viola
Pizzo del Diavolo
Pizzo del Diavolo Lago di Pilato
Il Lago di Pilato
Dal Lago di Pilato a Forca Viola
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