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I Cani nell'arte seicentesca
I cani nella ritrattistica
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Del 1636 è il ritratto di Anthonis Van Dyck de I figli di Carlo I d’Inghilterra con due spaniel dal mantello bianco bruno. I tre principini sono idealizzati nel volto mentre il tappeto, i tendaggi ed i cani vengono descritti con rigoroso realismo. I due cani sono specularmente posti all’estremità destra e sinistra dei bambini, quasi a delimitare lo spazio della scena, seduti in atteggiamento di vigile affetto nei confronti dei tre padroncini (Dresda, Gemaldegalerie).
Ancora del grande ritrattista allievo di Rubens che fu pittore di corte del re Carlo I, Van Dyck, il Ritratto di Elisabeth e Philadelphia Wharton dipinto qualche anno più tardi: il piccolo setter compagno di giochi delle due sorelline cerca di attirare con la zampetta la loro attenzione, riconducendo le due bambine nella dimensione infantile che le regole dell'etichetta e la postura assegnata dall'artista temporaneamente negano loro. (Ritratto di Elisabeth e Philadelphia Wharton, Collezione Walpole, houghton Hall, oggi all'Ermitage di San Pietroburgo)
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 Ritratto di Elisabeth e Philadelphia Wharton, Collezione Walpole, houghton Hall, oggi all'Ermitage di San Pietroburgo |
| Viaggio attraverso la storia: I Cani e l'Arte |
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