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I Cani nell'arte seicentesca
Il Cane interprete delle passioni
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La melanconia
L’italiano Domenico Fetti ritrae un cane grigio di grossa taglia, muso simile a quello del collie, nella Melanconia che assume le vesti di una giovane donna dal colore livido, inginocchiata e piegata con fare pensoso sopra un teschio. Il grande cane, ramingo e solo, si affaccia in primo piano, sguardo mesto, col muso fiuta tra gli oggetti sparsi a terra, simboli delle arti e della conoscenza. (La Malinconia, Domenico Fetti, Venezia, Galleria dell'Accademia).
Passione d’amore
Nel 1663 Gabriel Metsu ritrae una giovane donna di Dublino che legge una lettera d’amore appena recapitata dalla fantesca. Sullo sfondo il quadro del mare in tempesta dà conto dell’amore infelice vissuto dalla donna in una relazione a distanza ed, in primo piano, è un cagnolino irrequieto che fissa con insistenza la fantesca ad alludere sia all’ansia della giovane di trovare conferme sull’amore lontano nelle parole della lettera, sia al tono impetuoso della lettera stessa. Gabriel Metsu, Giovane donna mentre legge una lettera, Dublino, National Gallery of Ireland.
L’amore come sofferenza viene interpretato dal pittore olandese Jan Steen ne L’ammalata d’amore dipinta nel 1660: un medico si reca in visita ad una ragazza ammalata d’amore che regge nella mano sinistra una lettera con su scritto “nessuna medicina può curare le pene del cuore”. Dietro al medico impegnato a sentire il polso della donna uno spaniel dal mantello bianco fulvo sembra interessato a qualcosa o qualcuno nascosto alla scena. (Jan Steen, L'ammalata d'amore, 1660, Alte Pinacoteca, Monaco).
Amore bucolico
Amore bucolico è quello rappresentato da Rubens ne Il paesaggio con l’arcobaleno: mentre un pastore accompagna con la musica del flauto coppie che amoreggiano, un elegantissimo levriero si frappone tra le due coppie e, dando la groppa e la coda all’osservatore, segue attento la esecuzione del musicante. Straordinaria è l’abilità del maestro d’Anversa dimostrata nella descrizione degli effetti di luce e nella costruzione, a più piani, del paesaggio. (Pietro Paolo Rubens, Il paesaggio con l’arcobaleno, Museo Ermitage di Leningrado)
Fedeltà
Di un altro pittore ritrattista olandese, Gerard Ter Borch, è l’epagneul della Donna che si lava le mani oggi nella stessa galleria di Dresda: in questo caso il cagnolino può rivestire il significato di fedeltà alla padrona così come la fantesca, che sta aiutando la donna a lavarsi le mani, è fedele alla signora. È tipico di Ter Borch e di tutti i pittori olandesi nascondere, dietro l’apparente quotidianità dei gesti e delle situazioni rappresentate, alcuni significati simbolici che non sono sempre di facile lettura come il lavaggio delle mani per indicare la purezza. (Gerard Der Borch, Donna che si lava le mani, Gemaldelgalerie, Dresda).
La fedeltà dell'artista nei confronti dell'arciduca Leopoldo Guglielmo viene rappresentata da due cagnolini che giocano con un pezzo di legno all'interno della galleria d'arte dell'arciduca. (L'arciduca Leopoldo Guglielmo nella sua galleria, David Teniers il Giovane, Vienna Kunsthistorisches Museum) .
Un setter dal mantello bianco – nero pinticchiato è ritratto accucciato a dormire ai piedi della lattaia nell’olio La famiglia della lattaia. Louis Le Nain raggruppa le figure sulla destra, figure monumentali e descritte con forte realismo: il cane è dipinto in terzo piano, nel rettangolo costruito dal corpo e dalle zampe dell’ asino in primo piano e dietro al piede del ragazzo che guida l’animale. Il protagonista del quadro non è il cane ma l’asino, segno del rilievo assunto dall’animale nel lavoro della lattaia. Louis Le Nain, La famiglia della lattaia, Ermitage di San Pietroburgo.
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 La Malinconia, Domenico Fetti, Venezia, Galleria dell'Accademia |
 Gabriel Metsu, Giovane donna mentre legge una lettera, Dublino, National Gallery of Ireland |
 Gerard Der Borch, Donna che si lava le mani, Gemaldelgalerie, Dresda |
 L'arciduca Leopoldo Guglielmo nella sua galleria, David Teniers il Giovane, Vienna Kunsthistorisches Museum |
| Viaggio attraverso la storia: I Cani e l'Arte |
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