I Cani dell'arte rinascimentale

I cani da caccia

Il rinascimento segna il trionfo dei cani da caccia, specie dei segugi, le cui mute _ in Francia ricrearono razze proprie di grande casate – costituivano appannaggio di re e di potenti.
I Gonzaga, i Colonna, le famiglie illustri italiane ed europee usavano scambiarsi coppie o mute di cani come doni di superlativo pregio. Intere generazioni di re inglesi, Enrico VII, Enrico VIII e la figlia di quest’ultimo ed Anna Bolena, Elisabetta I d’Inghilterra, amavano moltissimo i segugi. Elisabetta I, in particolare, fu la più grande appassionata di beagle di tutti i tempi: la sovrana ereditò una muta di 26 piccoli beagle che misuravano meno di 26 cm., diminuzione di taglia frutto di una rigorosa selezione protratta nel tempo di diverse generazioni. In Olanda i segugi erano altrettanto diffusi se il pittore fiammingo Pietro Bruegel il Vecchio nel 1565 li dipinge nella tela Cacciatori nella neve (Cacciatori nella neve, Pietro Bruegel il Vecchio, Kunsthistorisches Museum di Vienna). Nel quadro una muta di segugi, diversi per razza e dimensioni, al ritorno dalla caccia - dietro l’uccisione del maiale, sullo sfondo il paesaggio innevato del rigido clima - rappresenta l’atteso riposo invernale.
I segugi, in realtà, sono cani di ricchi e di poveri perché entrambi - anche se per scopi diversi - praticano la caccia e, pertanto, vengono raffigurati nelle scene di vita quotidiana. Nelle miniature cinquecentesche compaiono raffigurati come cani dei viandanti o sempre in scene di caccia o comunque agresti. In una miniatura della seconda metà del XV secolo, Biblioteca Estense di Modena, viene rappresentato il mese di giugno con la figura del protettore del mese, il dio Ermes, e la mietitura del grano. Un baldanzoso segugio apre la strada ad un contadino diretto a portare vino ai falciatori. (Il mese di giugno, Miniatura della Biblioteca Estense di Modena). Da una novella del Decamerone, Nastagio degli Onesti, il Botticelli rappresenta la visione di Nastagio e dei commensali del banchetto da lui organizzato. Nel racconto Nastagio, appena respinto dalla donna amata, vede un cavaliere inseguire una fanciulla, ucciderla e dare il suo cuore in pasto ai cani. I due cani che sbranano la fanciulla, uno bianco ed uno nero, sono cani da caccia. (Sandro Botticelli, particolare da Nastagio degli Onesti, Madrid, Museo Il Prado).
Antonio Pisano detto il Pisanello agli inizi del quattrocento, preparando gli affreschi della Cappella Pellegrini di Verona, esegue un raffinatissimo disegno a penna e acquarello in cui l'artista studia con attenzione scientifica un levriero. I particolari del cane e le forme anatomiche sono indagati con estrema meticolosià: la cura con cui sono rappresentati pelo e tendini fanno scrivere al Vasari che gli animali riescono al Pisanello “tanto proprie e vivi come è possibile immaginarsi”. (Pisanello, levriero, disegno a penna e acquerello, Museo del Louvre di Parigi) Lo stesso levriero viene poi realizzato su affresco accanto ad un piccolo epagneul fulvo con la stessa meticolosa precisione zoologica.

Cacciatori nella neve, Pietro Bruegel il Vecchio, Kunsthistorisches Museum di Vienna

Il mese di giugno, Miniatura della Biblioteca Estense di Modena

Sandro Botticelli, particolare da Nastagio degli Onesti, Madrid, Museo Il Prado

Pisanello, levriero, disegno a penna e acquerello, Museo del Louvre di Parigi
Viaggio attraverso la storia: I Cani e l'Arte
  |  Indice generale articoli  |     |  Le schede di tutte le Razze Canine  |     |  Indice Sezione Cani  |  
Cani del Gruppo 1 >
Cani del Gruppo 2 >
Cani del Gruppo 3 >
Cani del Gruppo 4 >
Cani del Gruppo 5 >
Cani del Gruppo 6 >
Cani del Gruppo 7 >
Cani del Gruppo 8 >
Cani del Gruppo 9 >
Cani del Gruppo 10 >
Tutte le razze  >
Razze in Ordine Alfabetico  >
Ricerca una razza canina  >
I cani nella Storia dell'Arte  >
Indice Sezione Cani  >
> Indice Sezione Cani  |  Visite Giornaliere: 327  |  Visite Totali: 3178133