I Cani dell'arte rinascimentale

Il cane come simbolo

Fedeltà coniugale
Il pittore rinascimentale che usa più degli altri arricchire le tele con elementi simbolici è Lorenzo Lotto: sul Ritratto dei due sposi si sono cimentate schiere di studiosi per interpretare il senso dello scoiattolo accovacciato sul tavolo accanto all'uomo con gli occhi rigati di lacrime. Quanto al cagnolino da compagnia (forse uno spitz o un Cairn Terrier), invece, tenuto tra le braccia della donna, l'interpretazione è univoca: è il simbolo della fedeltà coniugale. Si tratta probabilmente di un ritratto commemorativo della moglie perduta che sottolinea lo stato di vedovanza inconsolabile dell'uomo. (Ritratto di due sposi, Lorenzo Lotto, Collezione Van Buren di Anversa, oggi all' Ermitage di Pietroburgo).

Via della Rinascita celeste
I personaggi della vita quotidiana vengono utilizzati anche per dare volto a figure simboliche come i policefali dalle diverse teste che interpretano la dimensione del meraviglioso e del divino sulla terra. Tiziano usa un policefalo con tre volti di uomo e tre musi di animali come allegoria della prudenza. I volti umani interpretano la prudenza nelle tre età del tempo: la giovinezza a destra è il passato, al centro il presente è la maturità, a sinistra la vecchiaia futura. Sotto i volti umani compaiono i musi degli animali che svolgono il compito d’indicare le vie concesse alle anime dopo la morte: il leone difronte è la via solare dell’uscita dal mondo, a sinistra il lupo guarda la via della reincarnazione terrena mentre sulla destra il cane personifica la via della rinascita celeste. (Tiziano, 1566, Londra National Gallery, Allegoria della Prudenza).

Nobiltà
Di fronte all'ineluttabilità della morte, la cultura occidentale ha mantenuto un rapporto di costante rassegnazione. La morte, per la sua stessa alta frequenza nelle famiglie e nelle società, rientra nell'esperienza quotidiana di ognuno e viene spesso interpretata come un evento che falcia grandi e piccoli, poveri e ricchi. A Palermo, crocevia di culture e stili diversi - italiani, normanni e spagnoli -, un affresco del Palazzo Sclafani interpreta il Trionfo della morte nella cavalcata furiosa di uno scheletro in groppa ad uno scheletrico cavallo che trascina via tutto quanto incontra sulla strada: borghesi ed ecclesiastici, musici e dame eleganti. E tra questi anche un nobile, riconoscibile dai sontuosi panneggi delle vesti, che viene trascinato dal bianco, elegante, cane – sembra un levriero - tenuto a guinzaglio, dall'espressione terrificante. (Trionfo della morte, affresco del palazzo Sclafani di Palermo, secolo XV).

Ritratto di due sposi, Lorenzo Lotto, Collezione Van Buren di Anversa, oggi all' Ermitage di Pietroburgo

Tiziano, 1566, Londra National Gallery, Allegoria della Prudenza

Trionfo della morte, affresco del palazzo Sclafani di Palermo, secolo XV
Viaggio attraverso la storia: I Cani e l'Arte
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